Mercoledì 20 Giugno 2007 - Libertà
«Cantare qui, che emozione»
Il cantautore si esibirà nel suggestivo borgo con la Filarmonica Toscanini l'8 luglio
Dalla a Vigoleno: sarà un'esperienza magnifica
VIGOLENO - Quando Lucio Dalla si presenta alla chiesa oratorio di santa Maria Vergine delle Grazie a Vigoleno, sono le 13. Camicia hawaiana, bermuda jeans e scarpe da tennis in compagnia di Marco Alemanno. Ad attenderlo, oltre a una folta pattuglia di giornalisti, Mario Magnelli, assessore alla Cultura della Provincia, Giacomo Marazzi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Gian Luigi Molinari, sindaco di Vernasca e Luciana Dallari in rappresentanza della Fondazione Toscanini.
Sì, perché a Vigoleno, nella suggestione di uno dei borghi più e affascinanti delle nostre terre, l'8 luglio alle 21.30, il cantautore bolognese si esibirà in un concerto con la Filarmonica Arturo Toscanini ed eseguirà tredici brani tra i più famosi della sua produzione artistica. Dopo i saluti di rito, ad opera di Magnelli, Molinari, Marazzi e Luciana Dallari, i quali sostengono, ognuno dal proprio punto di vista, che questo concerto rappresenta un autentico evento per la provincia di Piacenza, è Lucio Dalla a prendere la parola. «Esibirmi in questo straordinario luogo mi provoca una grande emozione - dice - tutto è nato circa un mese fa, quando al "Municipale" di Piacenza, nel corso di una serata promossa dalla Fondazione Toscanini, Marco Alemanno ha recitato alcuni brani di Alda Merini, accompagnato dalle musiche di alcuni miei brani. Mi è stato proposto di esibirmi a Vigoleno, mi è stato detto da parte degli organizzatori che si sarebbe trattato di un autentico evento ed ho accettato con entusiasmo. Ora sono qui, dopo una ventina di giorni trascorsi in Irlanda per motivi di lavoro. Ebbene trovo che questo luogo sia ideale per santificare, se mai ve ne fosse bisogno, l'ennesimo matrimonio con l'Orchestra Arturo Toscanini. In Emilia Romagna ci sono posti e luoghi meravigliosi, Vigoleno è uno di questi, l'Italia non teme confronti con il resto d'Europa, per quanto riguarda gli spazi riservati ai concerti e alla musica. Sì, sto lavorando sodo - prosegue - ma il lavoro è la mia vita e senza musica non so proprio stare».
Dalla crede nelle contaminazioni musicali. Superati i cinquant'anni, ha abbandonato quasi completamente gli istrionismi. Nell'ultimo decennio i suoi album restano ottime raccolte di canzone d'autore. Dalla si è dedicato anche alla composizione ad ampio respiro (con la sua Tosca secondo molti critici musicali è andato ben oltre la dimensione della musica leggera), ha sfoltito ma nobilitato la sua attività live. Ha interpretato musiche di Vivaldi con i Solisti Veneti di Claudio Scimone. Ha scritto le musiche del film Prima dammi un bacio di Ambrogio Lo Giudice. Ha supervisionato le musiche della soap opera Sottocasa in onda su Raiuno. Nel febbraio scorso è tornato ad esibirsi con Ron, in uno spettacolo accompagnato da un'orchestra d'archi, dal violinista Lino Cannavacciuolo, dalla compagnia di mimo e danza Kataklò e la regia curata da Pepi Morgia; nello stesso periodo ha inizia a collaborare con Mario Tutino, sovrintendente e direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna per un progetto sul Pulcinella di Igor Stravinskij, del 1920.
Quest'opera del musicista russo è stata messa in scena anche a Dublino, con la regia dello stesso Lucio Dalla e le coreografie di Luciano Cannito per il primo ballerino, il crotonese Alessandro Riga, mentre l'orchestra è diretta dal maestro David Agler, abbinata all'Arlecchino di Ferruccio Busoni (del 1917), che ha visto e vede come primo attore Marco Alemanno: Dalla ha operato un intervento scenografico sulle due opere, spostandone l'azione a New York (per Pulcinella) e in un paesino delle colline tosco-emiliane per Arlecchino.
«Ho esordito con l'Orchestra Toscanini - spiega - una decina di anni fa. Ed ora riproporre i brani di maggiore successo sarà come tornare indietro nel tempo, anche se, a dire il vero, quando componiamo qualcosa facciamo sempre e comunque dei piccoli passi in avanti. Dirigerà il concerto dell'8 luglio Beppe D'Onghia, mentre Marco Alemanno sarà la voce recitante di una poesia di Alda Merini, al pianoforte suonerà Rosetta Cucchi».
E i brani che questo poliedrico ed eclettico cantautore proporrà saranno quelli che trasversalmente attraversano più generazioni: da Anna e Marco a Pizza Grande, da Henna a Canzone, da un successo internazionale come Caruso a un brano che ha venduto un milione e mezzo di copie quale è Canzone.
E infine un accenno al nuovo album, che uscirà il 29 giugno. S'intitola Il contrario di me, contiene 11 inediti e arriva dopo quattro anni dal precedente lavoro titolato Lucio. Quattro anni di esperimenti anche in altri settori della musica: un lungo tour di jazz, regie teatrali e operistiche e concerti sinfonici con la Royal Philarmonic Orchestra. «Il nuovo disco - conclude - mi ritrova in veste di arrangiatore e produttore (con Marco Alemanno) di me stesso. Nel realizzarlo mi sono divertito, e comunque sono ansioso di comunicare il mio presente attraverso canzoni che potrebbero essere, nel loro procedere antologico, ognuna un singolo, un mondo diverso, un argomento curioso da dibattere col pubblico». Intanto a Vigoleno non c'è più un posto. Tutto esaurito. La forza di Lucio.
Mauro Molinaroli