Martedì 19 Giugno 2007 - Libertà
Ecco la Fondazione Valtidone Musica
La Fondazione di Piacenza e Vigevano e 11 municipalità tra i soci che vi partecipano
L'annuncio è stato dato al gala dei vincitori dei concorsi
PIANELLO - Il tradizionale gala dei vincitori dei Concorsi internazionali di musica della Valtidone, in programma domenica sera nello scenario incantato di Rocca d'Olgisio, quest'anno si intersecava con le celebrazioni per i 10 anni del Progetto-musica della Valtidone: che fosse una serata speciale lo si era percepito sin dall'inizio, quando i primi applausi hanno cominciato a scrosciare da una platea numerosa e ricca di autorità come non mai.
Ma è stato quando Giacomo Marazzi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, è stato chiamato, unitamente all'editrice di Libertà Donatella Ronconi, a Giusta Barocelli, Daniela Pilla, Ettorina Ironi (Comune di Pianello), Giuseppe Marchetti (Gruppo Alpini) e ai fratelli Arnaldo e Francesco Bengalli (proprietari di Rocca d'Olgisio), per un riconoscimento da parte del Comune di Pianello (rappresentato dal sindaco Franco Carlappi e dal suo predecessore Giuseppe Oddi) e dell'associazione Tetracordo (nella persona di Livio Bollani), che è stata data in anteprima una notizia destinata ad entrare nella storia delle iniziative culturali piacentine: è stata infatti varata la Fondazione Valtidone Musica, prima fondazione a partecipazione pubblico-privata della provincia di Piacenza, e la Fondazione di Piacenza e Vigevano ne è fra i soci fondatori.
Come è stato ribadito dai soggetti coinvolti, a margine della serata, il progetto-musica della Valtidone è oggi l'iniziativa culturale più importante della vallata e le 11 municipalità coinvolte (oltre a Pianello, Sarmato, Agazzano, Borgonovo Val Tidone, Calendasco, Castelsangiovanni, Gragnano, Nibbiano, Pecorara, Rottofreno e Ziano), nonché l'Associazione di Bollani, la Fondazione Libertà e la Fondazione di Piacenza e Vigevano si sono ritrovate concordi sulla necessità di conferirle una stabilità istituzionale, che prescindesse dai singoli attori e dalle situazioni contingenti: con la Fondazione Valtidone Musica si intende muovere un deciso passo in questa direzione oltre che in quella di una politica gestionale sempre più trasparente.
Ciascun soggetto aderente alla Fondazione qualificherà significativamente la prospettiva del proprio apporto: non più contributo ad un progetto confezionato da terzi, ma intervento in un progetto «fatto proprio», alla cui formazione abbia strategicamente contribuito.
Un altro aspetto molto importante da sottolineare è che la Fondazione Valtidone Musica, in quanto soggetto con personalità giuridica operante nello specifico campo dello spettacolo, potrà accedere a finanziamenti europei a cui i singoli aderenti e partecipanti non possono ambire: questo significherà un ulteriore, potenziale incremento del budget senza gravare sul bilancio dei membri.
Quanto al gala dei vincitori del concorso pianistico "Bengalli", l'evento non ha deluso. Come già anticipato l'israeliano Michael Namirovsky (26 anni, nativo di Mosca, studi in Usa) si è aggiudicato l'ambitissimo premio pianistico "Bengalli" con scarto irrisorio (un punto) su Alexej Gorlatch, ucraino, enfant prodige (18 anni) dal sicuro avvenire mentre terzi, ex equo, sono risultati Volodymyr Lavrynenko, ucraino ed Ishay Shaer, israeliano. Namirovsky ha poi mostrato classe cristallina ed impeccabile impostazione eseguendo pezzi notevoli del suo già immenso repertorio: il 1° movimento della Sonata in Do min. D 958 di Schubert; Preludes n. 11 di Debussy; Etudes-tableaux, op. 33 , n. 6 e 7 di Rachmaninov. Non dimentichiamo altri premi, il "Contessa Tina Orsi Anguissola Scotti" per gruppi da camera: primo non assegnato, il secondo strameritato al Brodowski Quartet, atipico quartetto d'archi composto da David Brodowski, primo violino (Germania), Andrei Gocan, secondo violino (Romania), Alexandros Koustas, viola (Grecia) e Vanessa Lucas-Smith, violoncello (Inghilterra) provenienti dalla Royal Academy di Londra. Come sottolineato da Carlo Levi Minzi, insigne pianista nonché giurato, quattro archi contemporaneamente sono gradita sorpresa nonché operazione ardita perché raramente sanno amalgamarsi. Qui ci sono riusciti fondendosi all'unisono quasi fossero un unico piano. Il gruppo ha poi proposto gli impegnativi primo e quarto movimento da La morte e la fanciulla, quartetto di Schubert. Terzi ex equo, ulteriore riprova della generale abilità, Enos Trio (Finlandia, Germania, Usa) e Trio Maurice, tutti italiani. Non assegnato anche il primo riconoscimento del Concorso di composizione "Egidio Carella" mentre secondo è risultato Christian Schmitz, terzo Marco Reghezza. Identica situazione al "Carlo Civardi" per solisti di fisarmonica, primo non attribuito, secondo l'ucraino Oleg Mykytyuk.