Lunedì 11 Giugno 2007 - Libertà
San Sisto, nuova luce per l'altare della cripta
Tesori d'arte
PIACENZA - (pin) La basilica di San Sisto restituisce alla città un nuovo tesoro d'arte, grazie alla sensibilità dimostrata dal Lions Club International Sant'Antonino. Nel tardo pomeriggio di ieri è stato inaugurato il restauro del seicentesco altare della cripta e delle due lapidi laterali (a ricordo di un lascito di Giovanni Giacomo Zanardi Landi), intervento che si inserisce nel recupero delle pareti e del coro ligneo della cripta, finanziato dalla Fondazione di Piacenza Vigevano. Davide Gasparotto, ispettore della Soprintendenza dei Beni Culturali, e la restauratrice Angela Allini di Opus restauri di Parma hanno illustrato ai presenti - tra i quali Angelo Perini, presidente del Lions Club, Giacomo Marazzi presidente della Fondazione e il parroco don Giuseppe Formaleoni - le particolarità dell'altare, di cui fa parte un'urna contenente le reliquie di San Fabiano Papa e San Sebastiano Martire. «L'intervento di restauro è consistito principalmente in un lavoro di pulitura e di riconnessione di alcune parti dell'altare - spiega Gasparotto, che ha accompagnato i partecipanti lungo una visita della basilica, prima di scendere in cripta -, intervento svoltosi sotto il controllo della Soprintendenza». «L'altare della cripta di San Sisto è un oggetto di grandissima fattura e davvero particolare - spiega la restauratrice Allini -. E' "doppio", ossia può essere utilizzato da entrambi i lati, non solo verso i fedeli, e vede una "mensa" (ossia il piano dell'altare) senza alzata, in botticino, mentre la parte sottostante è decorata con una tarsia di marmi bianchi, rossi e gialli. Nel corso del restauro ho potuto verificare la presenza di alcuni interventi realizzati con gesso, frutto di una mano inesperta. Questo fa pensare che la collocazione dell'altare nella cripta non sia quella originaria: forse era l'altare maggiore della basilica, poi spostato, oppure proviene addirittura da un'altra chiesa». «Il nostro obiettivo - dice il presidente Lions Angelo Perini - è di realizzare anche opere a sostegno del mondo culturale, e siamo orgogliosi di aver dato un contributo al recupero, insieme alla Fondazione, della cripta, che versava in uno stato di abbandono». Da parte di don Formaleoni, che ha invece "ricostruito" la storia della basilica («l'abbazia ospitava Angilberga imperatrice, moglie di Ludovico II, grande raccoglitrice di reliquie»), per poi ringraziare chi «contribuisce a preservare questo patrimonio di fede, storia e di arte che è San Sisto».
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