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Lunedì 11 Giugno 2007 - Libertà

Una stella per la scuola: prospettive per i giovani

L'intervento

Dopo le visite dei ragazzi del Marconi a stabilimenti industriali organizzate dai Maestri del lavoro, si è concluso il concorso "Una stella per la scuola" tra gli studenti del Marconi che hanno scritto un tema sul lavoro. Pubblichiamo il saluto rivolto agli studenti, nel giorno della premiazione, dal console dei Maestri piacentini, Aldo Tagliaferri

Cari studenti, si chiude il nostro concorso "Una stella per la scuola," nostro perché pensato, elaborato e voluto dal Consolato Provinciale dei Maestri del Lavoro d'Italia, che ho l'onore, ma esiste anche un rovescio della medaglia l'onere, di rappresentarli.
Certamente non sarebbe stato possibile tutto questo, se le aziende interessate, dove voi vi siete recati anche in visita, oggi sono qui i titolari e i dirigenti per assistere al finale di questo nostro progetto.
Non solo hanno aperte le porte, vi hanno presentato il proprio processo produttivo completo dalla acquisizione di una commessa alle fasi di lavoro sino alla spedizione del prodotto finito ma hanno anche aperto qualcosa d'altro dandoci anche un contributo che ci permette di premiare i migliori studenti che si sono distinti con i loro elaborati. La 5° A informatici ha svolto qualcosa di diverso: ha predisposto locandine per questo avvenimento, una elaborazione di gruppo, un qualcosa di molto simpatico.
Non solo le aziende hanno contribuito anche la Fondazione di Piacenza e Vigevano, la Provincia di Piacenza, la Confindustria di Piacenza, la Camera di Commercio, Cariparma Crèdit Agricole.
A tutti un caloroso grazie a nome di tutti i Maestri del Lavoro. Mi permetto di rivolgere un grazie anche a nome di voi studenti che siete alla fine i beneficiari di questi premi.
Per voi tutti, studenti del 5° anno che siete saliti su questo treno cinque anni fa, tra qualche mese si ferma qui, è arrivato alla stazione. E' arrivato al fine corsa (mi auguro che tutti possiate scendere da questo treno perché nella vostra vita, dopo l'esame di Stato, incominciano a passarne altri di treni, ma diversi. Però non bisogna mai arrivare troppo tardi e nemmeno rincorrerli, bisogna avere una grande capacità di scelta e possibilmente saltarci sopra a quel treno che riterrete utile per voi, per potervi incamminare verso nuovi traguardi, dove potrete sviluppare le vostre ambizioni, sia per la ricerca del posto di lavoro, sia per chi vuole continuare gli studi).
Non voglio nemmeno pensare che qualcuno di voi non abbia in tasca Il biglietto vidimato (mi riferisco al diploma ) per poter scendere da questo treno, in questa importante stazione. Il rimanere fermi un altro anno sarebbe cosa assai grav.
Cari studenti il vostro titolo di studio è molto importante, se avete studiato con impegno e profitto, ma esiste una cosa molto più importante e che fa veramente la differenza in tutto ( è il sapere).
Il diploma è sempre stato molto importante, si aprono diverse porte ma ancora di più, sarà quello che avrete assimilato dalle spiegazioni dei vostri docenti da quello che avrete appreso e da ciò che sarete in grado di fare, il vostro diploma, cari studenti, non vi fornisce un particolare diritto ad ottenere un lavoro super qualificato.
In questi anni, i vostri studi devono essere stati improntati ad una imprevedibile gara, che vi si presenterà domani, una vita professionale che andrete a svolgere negli anni a venire, questo per chi intende andare alla ricerca del posto di lavoro.
Gli studenti, invece, che vorranno continuare gli studi, oggi le università fanno a gara, competano tra di loro, evidenziando i loro requisiti e le loro capacità di insegnamento. Questo è molto importante perché si sviluppa una competizione di qualità. Lo studente volonteroso a mio modo di pensare non deve essere solo interessato al corso di laurea preferito, ma deve cercare un ateneo dove sia elevata la qualità degli studi, perché oggi, ma anche ieri, il diploma di laurea non dà il diritto ad un posto sicuro di lavoro qualificato. Sul lavoro ci vuole passione, ci vuole onestà, ed una lunga gavetta. Vorrei rivolgervi una raccomandazione: bisogna essere autocritici con se stessi, ricordatevi, che nella vita l'apprendimento non finisce mai.
Nella scuola, come nel lavoro, in ogni contesto sociale, bisogna dare a tutti la stessa opportunità, per emergere per affermarsi, dopo arriva il premio al merito, ma questo è riservato ai primi a quelli che si distinguono, quando uno emerge per l'impegno, le capacità nell'interesse del contesto in cui opera, diventa un punto di riferimento per i compagni di lavoro ma anche per l'azienda.
Noi, insigniti della Stella, veniamo dal mondo del lavoro con esperienze lavorative di 30-40, alcuni anche 50 anni, avevamo uno scopo cercare di proporre a voi studenti che ne siete i destinatari, alcuni concetti al valore del lavoro, proprio a voi giovani, spesso tentati dalla vita comoda, alla ricerca di un successo tramite lotterie o giochi televisivi, pensavamo che era necessario raccontare i diversi aspetti del Valore-Lavoro altrimenti restate ammaliati da sogni, le ragazze magari, pensano di fare le veline ed i maschietti i grandi campioni dello sport, tutto questo è riservato a pochi per non dire pochissimi.
Anche la politica e le televisioni hanno qualche colpe. Si fa un gran parlare delle tematiche relative al lavoro, tuttavia viene da chiederci se veramente dopo tante parole c'è anche un po' di attenzione rivolta ai lavoratori, alle loro esigenze, pensiamo invece quanta attenzione la politica ed i giornali pongono al calcio, ed all'enorme abisso che separa gli stipendi favolosi. E non parliamo poi dei rinnovi di contratti non solo dei calciatori, ma anche alle presentatrici e presentatori della televisione, paragonati invece a quei miseri invece stipendi di molti lavoratori, magari anche precari.
Voglio fare ancora una osservazione. Io che ho incominciato a tirare la lima abbastanza presto, nel primo dopo guerra, avevo compagni di lavoro ormai uomini maturi, che venivano dalla montagna, ma non perché erano montanari, perché erano saliti sui monti, avevano fatto i partigiani, qualcuno era anche sposato con dei figli e dopo aver lavorato 8 ore tutto il santo giorno, ci trovavamo ancora, verso le 18, in bicicletta davanti alla scuola, dove frequentavamo i corsi serali per imparare il disegno meccanico, l'aritmetica, le nozioni algebriche, la trigonometria. Allora a noi tutti era molto chiaro: la formazione scolastica aggiungeva un grande valore, un valore aggiunto alla nostra professione di operai, di tecnici.
Io non ero tra i primissimi della classe, ero giovincello. Avevo all'incirca 15/16 anni, un po' birichino, facevo firmare le note dei professori ai miei genitori e me le davano di santa ragione. Oggi la differenza è che i genitori ricorrono al TAR contro i docenti e sono sempre dalla parte dei loro figli anche quando non studiano e dire che sono birichini è un complimento.
Esiste forse un problema di etica, che investe la famiglia. A voi giovani posso dire che il lavoro è la cosa più bella e importante che possa esistere. Basta farlo con volontà, con piacere e impegno. Un consiglio: non andate alla ricerca del posto fisso di lavoro, dovete tendere al lavoro fisso, ma per fare ciò dovete contare sulle vostre forze, la vostra preparazione, la vostra personalità e serietà.
Termino rivolgendo a tutti ioi, i miei sinceri auguri , che tutti possiate arrivare, tra breve, al diploma, e dopo ognuno cercherà la strada che sarà per lui la più congeniale. In bocca al lupo ragazzi.

ALDO TAGLIAFERRI Console Provincile Federazione Maestri del Lavoro

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