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Lunedì 4 Giugno 2007 - Libertà

Quando l'amore tra grandi artisti contribuisce ai mutamenti sociali

Nell'interessante conferenza di Elena Sichel in Fondazione

Vasilij Kandinskij e Gabriele Münter, Marianne Werefkin e Alexej von Jawlensky, Natalja Goncarova e Mikhail Larionov, Filippo Tommaso Marinetti e Benedetta Cappa, Diego Rivera e Frida Kahlo: amori, passioni e sodalizi artistici nel Novecento europeo delle Avanguardie, ma gettando anche un veloce colpo d'occhio ai di poco successivi fermenti artistici d'oltreoceano, nel Messico post-rivoluzione zapatista. Tanti e sfaccettati gli argomenti toccati mercoledì pomeriggio dalla professoressa Elena Sichel nel quarto ed ultimo incontro di Artiste e artisti al confronto fra '600 e '900, puntuale e seguitissimo ciclo di lezioni di contenuto storico-artistico finalizzate al confronto fra espressività femminile e maschile in oltre tre secoli di storia dell'arte.
E a questo proposito va sottolineato che l'insolita chiave di lettura adottata dalla relatrice nel selezionare e quindi sviluppare le cifre distintive e gli stilemi propri di determinate Correnti pittoriche (Realismo caravaggesco, Vedutismo ed Impressionismo i temi affrontati nei precedenti incontri), e cioé quella di procedere presentando di volta in volta "coppie" di artisti, attraverso un confronto comparato delle loro opere, si è rivelata infine vincente: del resto, come negare l'irresistibile ascendente del gossip, anche se "datato", sul pubblico uditore? Molto interessante, da questo punto di vista, la carrellata di personalità femminili presentate da Sichel nel corso dell'ultimo incontro, la cui parabola esistenziale prima ancora che artistica ben illustra i cambiamenti sopraggiunti in seno alla società europea in termini di emancipazione della donna, finalmente libera di coltivare professionalmente la sua innata predisposizioni alle arti, di partecipare al dibattito culturale mitteleuropeo e di vivere spregiudicatamente i propri amori.
A parte Cappa e Marinetti, che erano regolarmente sposati (galeotto fu l'incontro avvenuto fra i due a casa del pittore futurista Giacomo Balla), infatti, nessuna delle altre coppie sentì mai l'esigenza di "regolarizzare" la propria unione: Kandinsky, che ad attenderlo nella natia Russia aveva già una moglie, si "accontentava" di vivere more uxorio la relazione intrapresa con la sua giovane allieva Gabriele Münter, mentre per quanto riguarda Werefkin e Jawlensky, molto amici dei due, Marianne, ricca ereditiera, era già piuttosto avanti con gli anni quando decise di legarsi al pittore, fra i tanti artisti aderenti al Der Blaue Reiter, sodalizio creato dallo stesso Kandinskij. La vicenda artistica della Goncarova ci restituisce invece l'immagine forte e volitiva di una delle fondamentali protagoniste del nuovo corso intrapreso dalla pittura sovietica a partire dal secondo decennio del Novecento: dopo aver fondato, assieme al compagno Larionov, il Raggismo, movimento che nella strutturazione dell'immagine per linee rette trova il suo assunto principale (il soggetto dipinto, che conserva solo vagamente legami con il reale, sembra essere filtrata da un vetro in frantumi), approda infine ad un radicale primitivismo dell'immagine che nella cultura e nelle tradizioni popolari indica la sua primigenia fonte d'ispirazione. Altrettanto interessante la figura di Benedetta, compagna di una vita del massimo esponente del Futurismo letterario, scrittrice e pittrice prolifica, che troverà, dopo aver sperimentato alcune delle tecniche futuriste, una sua personale linea guida, molto lontana dall'arte del suo primo maestro, Balla, e delle celebri «Parole in libertà» del marito.
Come di consueto, la brillante dissertazione della Sichel ha trovato nella videoproiezione di numerose immagini esemplificative, la puntuale dimostrazione di quanto appena proferito.

ALESSANDRA GREGORI

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