Fondazione di Piacenza e Vigevano Stampa
  Rassegna Stampa
spazio
  Comunicati Stampa
spazio
  Eventi Auditorium Piacenza
spazio
  Eventi Auditorium Vigevano
spazio
  Comunicazione
spazio

 
Home Page     Rassegna Stampa   


Venerdì 1 Giugno 2007 - Libertà

Zucconi, quindici anni di scultura

Una monografia sul lavoro del giovane artista piacentino
Le sue opere adornano piazze e luoghi pubblici

Christian Zucconi, a trent'anni non ancora compiuti - è nato a Piacenza nel 1978 anche se ora vive e lavora a Sarturano di Agazzano - è forse l'unico scultore piacentino in grado di vantare, così giovane, un'attività di oltre 15 anni, attestata dalle numerose sculture marmoree e bronzee che adornano piazze e luoghi pubblici. Fra le realizzazioni piacentine, molti ricorderanno l'altare di S. Maria del Suffragio (la chiesa del cimitero) e la Campana di S. Giustina, entrambe del 2003, mentre, fra le opere più recenti, la titanica statua di 5 metri di altezza per 3 attualmente in esposizione al Castello di Legnano, acquistata dal Comune per collocarla in Piazza S. Magno.
Quindici, intensissimi anni di studio e lavoro, come lo stesso artista ha confermato, ripagati ora dall'uscita di una pregevole pubblicazione (edita da Tip.Le.Co) che ne raccoglie e documenta l'opera omnia. Il volume, a cura di Alain Toubas, titolare della Compagnia del Disegno, storica galleria milanese frequentata da Giovanni Testori (e dove, fino a metà giugno, resteranno esposti diversi lavori dello scultore), e corredato da due saggi rispettivamente a firma di Stefano Fugazza, direttore della Galleria Ricci Oddi, e di Alfonso Panzetta, storico e critico dell'arte, è stato presentato all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Presenti gli autori del catalogo, impreziosito da un utile regesto finale con il curriculum dell'artista ed alcune note esplicative sui miti rivisitati nelle sue opere, e lo stesso Zucconi, per un interessante confronto a tre voci. Lo scultore, infatti, su sollecitazione degli altri due relatori, che hanno focalizzato dapprima l'attenzione sulle valenze tecniche e stilistiche delle sue sculture, eredi di una tradizione artistica fra le più antiche e purtroppo oggi quasi del tutto disertata, ha svelato la particolare genesi delle sue creazioni, che, ricordiamo, sono nella maggior parte dei casi poderosi simulacri scolpiti nel marmo (travertino persiano) o fusi nel bronzo. Zucconi infatti, non realizza prima un modello, ovvero l'equivalente del "cartone preparatorio" in pittura, fedele riproduzione in scala 1: 1 di ciò che si andrà a realizzare, ma crea solo veloci bozzetti, dalle dimensioni ridotte: questo gli garantisce una maggiore libertà d'azione in fase di lavoro.
Fugazza ha quindi tenuto a sottolineare la solo apparente vicinanza di Zucconi alla poetica di Michelangelo: il rapporto finito-non finito è infatti risolto dal giovane scultore in maniera diametralmente opposta a quella del sommo artista rinascimentale, dal momento che le sue opere possono essere viste da diversi punti di vista, mentre quelle di Michelangelo conservano sempre una visuale privilegiata; inoltre la forma impressa alla materia da Zucconi dialoga amabilmente con essa, non è mai frutto di un atto di forza istintivo.
Panzetta, ospite abituale alla Ricci Oddi, ove ha presentato alcuni dei suoi testi, come l'ultima edizione del Dizionario della Scultura italiana dell''800 e del '900, ha invece commentato entusiasticamente le scelte iconografiche dell'artista, riferendosi dunque alla copiosa produzione di Zucconi in ambito sacro: nell'altare di S. Maria del Suffragio, infatti, questi decide di rappresentare un Cristo che fuoriesce dalla mensa, dando vita ad un'immagine forte e potentemente espressiva del sacrificio divino.

ALESSANDRA GREGORI

Torna all'elenco | Versione stampabile

spazio
spazio spazio spazio
spazio spazio spazio