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Martedì 5 Giugno 2007 - Libertà

Rosanna Raffaelli Ghedina dedica un volume a Maria di Magdala

Ne ha parlato alla Fondazione di Piacenza e Vigevano
La giornalista la definisce «un personaggio straordinario e attuale in campo artistico e religioso»

Attaccato dall'esterno, lacerato all'interno, il cristianesimo ancora mantiene un'aura particolare, ancora trasmette un messaggio di pace e di fratellanza, merito anche di carismatici, attualissimi, personaggi biblici. Come Maria di Magdala, la Maria Maddalena da Gesù liberata dai "sette demoni", la peccatrice che amorevolmente gli unse il capo ed a cui Gesù affidò secondo alcuni la buona novella, secondo altri esoterici segreti.
Ed il poderoso volume Maria di Magdala. Peccatrice, discepola, apostola, mistica (edizioni Segno, Treviso) della giornalista bolzanese Rosanna Raffaelli Ghedina - presentato all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano dall'autrice, moderatore Vincenzo Maffi - ne ricostruisce, per la prima volta nella letteratura e nell'agiografia occidentale, non solo la vicenda terrena ma anche rapporti religiosi, influenza sociale ed eredità culturale smontando l'immagine falsa ed irriverente fornita dalla vulgata tradizionale. «Fu personaggio straordinario - ha esordito la scrittrice - nella storia religiosa, nell'arte, anche oggi in film e giornali perché Dan Brown ha fatto le ipotesi più strane. Il mio lavoro è partito da solo, ho voluto restituire alla Chiesa la memoria vera che si è persa. Dopo la Madonna è il personaggio più conosciuto o malconosciuto, icona della prostituta redenta ma non lo era. Gesù vuole la madre, altre donne e Maria per rivalutare la valenza femminile, maternità fisica ma anche spirituale per il contributo di completezza».
Interessanti poi alcuni cenni biografici: «Aveva scelto di andare a vivere da sola sul lago di Tiberiade, a Magdalon (torre). Solo il Vangelo di Luca specifica meglio perché è più tradivo, ancora più chiaro quello di Giovanni. La sua vita fuori dalle regole fa scandalo». Ma l'aspetto più importante di Maria fu «l'amore non inteso come eros ma sublimato come agape che diventa dono per gli altri. Cresce alla scuola della Madonna per proiettarsi nell'altro in maniera completa». Proprio questa totale dedizione gli assicura la santità: «Dai livelli più bassi arriva ai più alti attraverso la maturazione di sé nel sentimento d'amore. Evangelizzò la Provenza, divenne prima cenobita della Chiesa dopo trentatré anni di eremitaggio nella grotta di S. Baume». In questo volume Maria emerge come figura senza dubbio complessa: prima testimone oculare della Resurrezione ma anche prima mediatrice della Parola, del Logos incarnato, fu apostola tra gli apostoli, nel Medioevo francese eroina contro l'oppressione maschile mentre nell'arte venne rappresentata come penitente con veste nera e, indicativo, con il manto rosso della dignità sacerdotale. Maria di Magdala: testo notevole, dunque, ben documentato e ben articolato dove sistematica esegesi e rigorosa comparazione dei riferimenti storici garantiscono una versione oggettivamente fondata, un'efficace prospettiva sincronica evitando fin dove possibile intenctio auctoris, interpretazioni di parte ed avvenimenti poco circostanziati.

FABIO BIANCHI

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