Mercoledì 6 Giugno 2007 - Libertà
«Lascio Piacenza, provincia sicura»
Alla caserma "Paride Biselli" tanta gente per il 193° anniversario della fondazione dei carabinieri. Ricordato il tenente colonnello Geronazzo
Dragotta annuncia il suo addio. Promosso a Roma
Calano i reati, soprattutto quelli più gravi, ed aumentano i responsabili di rapine in villa e in istituti di credito assicurati alla giustizia. Sono alcuni dei dati maggiormente significativi dell'Arma dei carabinieri che, nel Piacentino, con 3 comandi compagnie e 29 stazioni, «ha proceduto nell'ultimo anno solare per circa l'80 per cento dei delitti consumati sul territorio». Lo ha evidenziato il tenente colonnello Giovanni Dragotta che ieri pomeriggio, assieme ai suoi carabinieri, alle autorità ed ai piacentini, ha celebrato il 193° anniversario della fondazione dell'Arma. Quella di ieri è stata, per il comandante provinciale, anche l'ultima festa dei carabinieri alla caserma "Paride Biselli". Lo ha annunciato lo stesso Dragotta, a sorpresa, al termine del suo discorso. «Presto lascerò Piacenza - ha detto - voglio ringraziare tutti coloro che in questo tempo hanno collaborato con me». Il tenente colonnello Dragotta sarà promosso al grado di colonnello e trasferito verosimilmente a Roma con un incarico ministeriale. A Piacenza dovrebbe arrivare il colonnello Paolo Gelpi Rota, proveniente dal comando di Vicenza.
«L'obiettivo di mantenere, in terra piacentina, un livello di sicurezza sociale elevato ritengo sia stato anche quest'anno pienamente conseguito - ha sottolineato Dragotta - dato che occupiamo uno dei primissimi posti in ambito nazionale quanto a sicurezza e qualità della convivenza civile». Il tenente colonnello Dragotta, cultore di storia della Benemerita, ha voluto iniziare il suo discorso citando un episodio forse poco conosciuto ma che testimonia ancora una volta lo spirito di attaccamento del territorio piacentino all'Arma. Sessant'anni fa veniva ucciso in un agguato dalla banda di Salvatore Giuliano il tenente colonnello Luigi Geronazzo, distintosi nella lotta al banditismo in Sicilia. Geronazzo era nato a Colorno nel 1897 da un brigadiere dei carabinieri che prestò servizio presso la stazione di Castelsangiovanni. Nelle edizioni del 22 novembre, del 4 e del 5 dicembre del 1947, Libertà diede ampio risalto alla luttuosa notizia che riguardava il carabiniere con "sangue piacentino". Il comandante provinciale nel suo indirizzo di saluto ha evidenziato in più passaggi lo stretto rapporto tra Arma e territorio. «Il ruolo delle stazioni e dei suoi comandanti - dice - va, infatti, ben oltre la capacità operativa del reparto e si concretizza in un'attività di "rassicurazione sociale". Le stazioni sono avvertite dalla popolazione come un "patrimonio" di ciascuna comunità, in grado di incidere sulla rappresentazione individuale della sicurezza e sulle effettive attività criminali». Poi la dialettica con gli enti locali: «Che si concretizza nella strategia della sicurezza partecipata». Azione vincente, per Dragotta, l'organizzazione dei servizi delle stazioni in "consorzi" da parte dei comandanti di compagnia a sostegno dell'operatività dei reparti. «Questa formula - osserva il comandante provinciale - assicura la totale copertura del territorio nelle 24 ore e realizza un armonico reticolo di pattuglie con i nuclei radiomobili».
A margine della cerimonia, nell'incontro avuto con la stampa, Dragotta ha sottolineato l'importanza fondamentale dell'attività svolta nelle scuole per la diffusione della cultura della legalità. L'iniziativa promossa dal comando generale ha consentito di svolgere, tra conferenze dei comandanti di compagnia e dei reparti speciali (oltre alle visite ai comandi), 20 incontro alle Superiori con circa 2.500 ragazzi coinvolti, 9 alle medie inferiori per circa 450 studenti, 6 alle Elementari per circa 300 bambini.
Federico Frighi