Lunedì 28 Maggio 2007 - Libertà
Villa Ortensia, scrigno di verde e architettura
Per la Giornata del Fai riaperta a Castelsangiovanni l'antica dimora coi suoi giardini
Si è svolta ieri a Castelsangiovanni l'iniziativa promossa dal Fai Giardini aperti organizzata in collaborazione con la Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Ogni anno nel mese di maggio la delegazione Fai di Piacenza promuove iniziative a favore del patrimonio artistico e culturale di Piacenza e provincia aprendo i giardini di antiche e prestigiose dimore private.
Per la prima volta è stato permesso, grazie alla disponibilità degli attuali proprietari, i coniugi Cantù, di visitare i giardini di Villa Ortensia (anche chiamata Villa Chiapponi), progettata dall'architetto Pettorelli agli inizi del Novecento. La residenza estiva, dove un tempo sorgeva un convento di Cappuccini, fu costruita per volontà di Rocco Chiapponi che la chiamò villa Ortensia in onore di sua moglie.
Fausto Cantù, (la cui madre era nipote di Rocco Chiapponi, ricco proprietario terriero della Valtidone e benefattore) agronomo e botanico, assieme agli esperti del Fai piacentino, ha mostrato le piante e gli angoli verdi dell'antica dimora.
Grazie, quindi, all'iniziativa Fai, il giardino attribuibile a Luigi Ghezzi, è stato aperto ai curiosi (gli interni non erano aperti al pubblico per ovvie ragioni di organizzazione e privacy). Gli interni di questo gioiello dei primi del Novecento sono stati curati dall'architetto piacentino Arturo Pettorelli, figura poliedrica della scena piacentina nei primi del secolo scorso. Durante le visite guidate sono state distribuite eleganti brochure curate dall'architetto Mimma Berzolla presente all'iniziativa.
I botanici Mariagrazia Bambini, Silvano Locardi e Matteo Magnelli, assieme a Fausto Cantù e alle guide storiche del Fai Letizia Anelli, Chiara Sciuti e Antonia Sichel hanno disegnato il percorso mostrando le specie arboree e i fregi architettonici. Tra le più significative una maestosa Magnolia Grandiflora dal portamento naturale, come hanno spiegato gli esperti, alla quale non è mai stata eseguita una potatura. Infatti, la parte inferiore del tronco è piena di rami e sue diramazioni vanno a formare un insolito boschetto naturale.
Altri esemplari molto caratteristici sono un tiglio monumentale e tre specie di Ginkgo Biloba femmina che si differenziano dall'esemplare maschio, presente poco distante, dal portamento meno ordinato e dalla generazione di frutti che emanano odore di zolfo. A sud del giardino, poco lontano dal frutteto, è presente una cappella, unica testimonianza del convento dei Cappuccini.
La caratteristica del giardino è la forma libera; per volontà dei proprietari agli alberi non si effettuano potature in modo che i rami crescano in forme e direzioni naturali. Particolare ornamento del giardino una fontana progettata dall'ingegnere De Benedetti, che può essere animata da tre giochi d'acqua, ancora funzionante.
Presenti ieri anche le signore Giovanna e Leopolda, della delegazione Fai di Piacenza, che hanno illustrato l'attività dell'associazione e fornito informazioni agli avventori.
Oltre ai giardini di Villa Ortensia sono state illustrate due piante che sono presenti nella dimora dirimpettaia, Villa Braghieri, ora Biblioteca comunale: la Parrotia Persica, originaria dell'Altipiano iraniano, e la Zelkova Serrata, originaria del Giappone, unici esemplari nella provincia.
LUISA FALCONE