Domenica 27 Maggio 2007 - Libertà
«Il nostro legame non si spezza»
Arrivano da minsk e si fermeranno a Piacenza fino al prossimo 23 giugno
Le famiglie hanno accolto i primi bimbi bielorussi dopo l'embargo
«Quando ho saputo che Ruslan sarebbe finalmente arrivato dalla Bielorussia, mi si è davvero aperto il cuore. Temevo di non vederlo più, dopo quanto è successo la scorsa estate a Cogoleto». Le paure di Antonella Nassari, così come quelle delle altre famiglie piacentine aderenti alla fondazione "Aiutiamoli a vivere" sono definitivamente scomparse, ieri, all'arrivo nel centro parrocchiale di Sant'Antonio di un gruppo scolastico di dieci bambini provenienti da un paesino vicino a Minsk. Si tratta del primo gruppo gestito dalla fondazione che torna a Piacenza, spiega con molta emozione la referente provinciale, Angelica Cammarata, dopo l' embargo imposto dal Governo bielorusso, con il blocco di tutte le pratiche che riguardano i movimenti di bambini verso l' Italia: adozioni, affidi e viaggi terapeutici (come quelli promossi dalla fondazione), in seguito al caso diplomatico di Maria, orfana bielorussa nascosta la scorsa estate da una famiglia di Cogoleto.
I piccoli giunti ieri nella nostra città, di età compresa tra gli 8 e i 10 anni e accompagnati da tre interpreti, si fermeranno a Piacenza fino al 23 giugno. Per le prime due settimane del soggiorno, i bambini seguiranno le lezioni presso la scuola elementare Pezzani a partire da mercoledì, perché l'istituto diretto da Francesca Sisto è sede di seggio.
La seconda parte del soggiorno a Piacenza vedrà la loro partecipazione alle attività del Grest e a corsi di nuoto dell'associazione Uisp, come ha spiegato ieri Angelica alle famiglie ospitanti, mentre i piccoli ospiti si riprendevano dal viaggio con una partita di calciobalilla, e con le merende e bibite messe a disposizione dagli anziani del quartiere. «Ospito Ruslan da tre anni - racconta sempre Antonella - e avevo davvero paura di non rivederlo più: lo aspettavamo, insieme agli altri bambini del suo gruppo, un mese fa, ma vi è stato un nuovo blocco imposto dal Governo bielorusso. Il nostro legame è molto forte: telefono a casa sua ogni settimana. Va molto d'accordo anche con mio figlio, e il problema della lingua è stato ampiamente superato: parla italiano, magari non perfettamente, ma sa farsi capire molto bene». Franco Egalini, invece, durante questi mesi si è sempre stato ottimista sulla possibilità di riuscire a rincontrare Dimitri.
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