Giovedì 24 Maggio 2007 - Libertà
Ma il maestro si è "innamorato" anche di Castellarquato
DAL 2004 L'ORCHESTRA HA SEDE NEL NOSTRO TEATRO MUNICIPALE
Adora Piacenza per la sua dimensione "intimista" e perché qui riesce ancora a sentire il rumore dei passi, quando cammina per le strade del centro storico. Ma anche per l'affetto, discreto ma palpabile, con cui la città ha accolto la sua "creatura", l'Orchestra giovanile "Luigi Cherubini" (nata nel 2004 e gestita dall'omonima Fondazione costituita dalle municipalità di Piacenza e Ravenna e dalle Fondazioni Toscanini e Ravenna Manifestazioni). Riccardo Muti è ormai "di casa" a Piacenza, anche se i suoi orizzonti spaziano principalmente tra l'Albergo Roma (dove risiede, quando è in città) ed il Teatro Municipale («la mia vera casa piacentina»). Con un'eccezione: Castellarquato, di cui ama in modo particolare le suggestioni storiche ed il vino bianco («anche se non sono un gran bevitore») e dove si è ripromesso di portare prima o poi i suoi giovani e talentuosi musicisti.
Alla vigilia di una nuova e appassionante avventura professionale (con la "Cherubini" a Salisburgo, per il Festival di Pentecoste, dove presenterà "Il ritorno di Don Calandrino", opera buffa in tre atti di Domenico Cimarosa, e l'"Oratorio a quattro voci" di Alessandro Scarlatti) il maestro Muti traccia un bilancio di questi primi anni di attività e ringrazia Piacenza (in primis il sindaco Roberto Reggi e l'assessore Giovanna Calciati - che è anche vicepresidente della Fondazione "Cherubini" - «ma anche e soprattutto la città, che ha abbracciato con grande affetto questi ragazzi») a cui riconosce la lungimiranza di una scelta che «in fondo aiuta a far conoscere questa splendida realtà provinciale fuori dai confini dell'Italia».
Nel suo camerino del Municipale - un informale maglione azzurro al posto della "divisa" da direttore - il maestro Muti si rivela in tutta la sua inedita e spontanea semplicità quando mostra con orgoglio le letterine che i ragazzi della Scuola media Dante gli hanno spedito per ringraziarlo di averli invitati alle prove dell'ultimo concerto piacentino della "Cherubini". Ha appena finito le prove e sul palco si è trattenuto per un quarto d'ora buono di "supplementari" con i primi violini, rileggendo assieme a questi giovani musicisti la partitura. Guardarlo vuol dire respirare il suo amore per la musica. Orgogliosi che tutto questo appartenga a Piacenza.