Giovedì 24 Maggio 2007 - Libertà
Balasso, lo scrittore che non t'aspetti
Il popolare comico presentato da Girolamo Lacquaniti
Con il suo romanzo padano difficile da catalogare
Qualcuno dice che i libri di successo sono tali quando rientrano nel cosiddetto "orizzonte d'attesa" del lettore. Ma il tempo lungo di un autore, ossia la vera e propria magia letteraria che soverchia le sonnecchiose letture, si ottiene quando il testo esce completamente - o parzialmente - dall'orizzonte d'attesa di chi lo sta leggendo. Quello di Natalino Balasso è un libro che non ti aspetti. La presentazione piacentina del libro di Balasso, alla Fondazione di Piacenza e Vigevano con Girolamo Lacquaniti vicequestore e scrittore, è di quelle che non ti aspetti.
Con ordine: il romanzo umido Livello di guardia (Mondadori) è un sapiente mix tra il villaggio globale e il dialetto veneto. Ha personaggi caratterizzati che sembra di poterne scorgere viso e movenze; utilizza aggettivi, parole e situazioni ben descritte. Un romanzo difficilmente catalogabile (noir? comico? sociale?); un paesino del Polesine al delta del Po, anzi su uno dei «sette rami del Po, come sette sono i colli di Roma, le meraviglie del mondo e i vizi capitali. Tutto deve raccontare la realtà, tutta l'arte deve raccontare la realtà, dicono... Io preferisco Federico Fellini che ha sempre raccontato dei sogni», dice Balasso. Ma come le ambientazioni oniriche felliniane, anche Livello di guardia fa riflettere e provoca domande sulla vita di tutti i giorni. Un libro che non lascia indifferenti, da divorare in una notte. Un testo che fa emergere (più del primo romanzo L'anno prossimo si sta a casa) quella parte di Balasso poco conosciuta ai più, quel Balasso che calca palcoscenici teatrali e tira fuori la sua verità, una verità di provincia nobile e immobile che «vuole copiare la città, quasi si vergognasse ad essere quel che è». Ma qualcosa rompe l'immobilità di un paesino in cui non c'è la Posta, c'è solo il Bancomat e un bar trattoria in cui i destini si incrociano. Anche la porta sembra rompersi quando qualcuno entra nel bar trattoria e dice: «Ha rotto!». Tutto cambia, ma già lo si sapeva: alla fine l'argine del Po non ha retto alla pioggia incessante. Balasso da qui inizia un romanzo corale, racconta diversi personaggi e diverse storie, c'è la giornalista, il figo del paese, il Carabiniere Tito Didio, il professore, i nuovi abitanti de "La Villa", e tutt'intorno il fiume impetuoso che scandisce il tempo del racconto. «Leggendo questo libro vi si può inumidire l'occhio per il sentimento, per la tenerezza o l'ironia», ha detto bene Lacquaniti durante una presentazione spassosa e ammiccante. C'è feeling tra il vicequestore-autore e colui che si definisce "anche un comico", e si è visto nella presentazione piacentina. Hanno letto brani del libro, fatto dissertazioni tra il mare - a fianco del quale è cresciuto Laquaniti - e il fiume - che ha tenuto a battesimo Balasso. L'importante è non trovarsi dispersi nei non-luoghi che spesso sono sinonimo di città.
MATTIA MOTTA