Sabato 19 Maggio 2007 - Libertà
«Ragazzi, non sottovalutate l'Aids»
Campagna di prevenzione Ausl contro la malattia del secolo
Giovani protagonisti di una campagna di prevenzione dell'Aids destinata ai loro coetanei. Questo l'obiettivo del progetto "Il Sasso nell'acqua", promosso dal Consultorio giovani in collaborazione con Spazio giovani (Sert), presentato all'auditorium Santa Margherita della Fondazione di Piacenza e Vigevano. «L'iniziativa, sostenuta dalla Regione Emilia Romagna, ha visto la costituzione di un gruppo di lavoro composto da studenti dei licei Gioia e Cassinari - spiega Danila Fornari, del Consultorio giovani -, ragazzi particolarmente motivati ai quali è stato chiesto di creare proposte informative legate alla prevenzione dell'Aids e delle malattie sessualmente trasmissibili, da destinare ai loro coetanei, come un cortometraggio. Durante questo anno scolastico i ragazzi hanno curato momenti di sensibilizzazione dedicati agli studenti di seconda del Gioia e del Cassinari, ma lo scopo del progetto è di riuscire a coinvolgere giovani di altri istituti, allargando il cerchio dei contatti, come suggerisce l'immagine del sasso nell'acqua. La comunicazione tra coetanei è più efficace e diretta, sicuramente aiuta a sconfiggere timori ed imbarazzi». «I ragazzi della nostra età non sono molto informati sull'Aids - dice Andrea Praolini, studente del liceo Gioia -, e poterne parlare tra noi sicuramente è più efficace. È una malattia che sembra non fare paura: per le ragazze quanto per i ragazzi il timore principale, in caso di rapporti sessuali non protetti, è quello di una gravidanza indesiderata». «Il profilattico viene considerato principalmente un contraccettivo e non l'unico strumento di tutela della propria salute - aggiungono Marina Carini e Giulia Passera del liceo artistico -, proprio perché la possibilità di rimanere contagiati viene percepito come un rischio molto lontano dai giovani». Considerazioni sostanzialmente confermate da Marzio Sisti, infettivologo dell'Ausl di Piacenza (presente ieri anche il direttore sanitario Andrea Bianchi). «Occorre mantenere vivo il concetto che l'Aids esiste ed è in costante diffusione, nonostante non abbia i numeri di dieci anni fa - spiega Sisti -. Questa malattia ha visto una forte modificazione epidemiologica: ogni anno vediamo 20 casi di nuove infezioni, e l'età media dei pazienti è più elevata rispetto al passato (40 - 45 anni) e il contagio avviene attraverso rapporti sessuali non protetti. Sono esposti al rischio contagio anche i ragazzi, nati dopo la grande diffusione dell'Aids negli anni Ottanta».
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