Sabato 12 Maggio 2007 - Libertà
Fiorenzuola - I programmi del neo presidente Boscarelli: «Oltre il centro anziani»
"Verani Lucca" sempre più aperto all'innovazione
FIORENZUOLA - Francesco Boscarelli è il nuovo presidente della Fondazione Verani Lucca che a Fiorenzuola gestisce il centro anziani. Un centro d'eccellenza che sempre più si configura come cittadella sanitaria, superando i confini dell'assistenza anziani (si pensi alla medicina di gruppo delle "Rose selvatiche").
La scelta del nuovo presidente - che succede al geometra Giovanni Canvelli, scomparso poche settimane fa - è uscita in modo compatto dal consiglio della fondazione, dove i membri prestano la loro opera gratuitamente. Il presidente scelto non è nuovo ad un impegno nel sociale. Boscarelli, 56 anni, consulente aziendale, è già stato consigliere della cooperativa Assofa, ed è consigliere della Casa del Fanciullo. Era nel cda del Verani dalla scomparsa del padre Marco Boscarelli, rappresentante della famiglia nel consiglio della Fondazione. La madre, signora Paola Manfredi in Boscarelli è infatti discendente dei Verani e dei Lucca che, come benefattori, fecero nascere il nucleo storico del centro. Oggi esigenze, costi, standard, sono molto differenti. «Alle origini - osserva il presidente - il personale era costituito da suore, e gli ospiti erano anziani autosufficienti anche se indigenti. Oggi la sanità pubblica affronta problemi ben più complessi, e noi con loro». Ma strutture e risorse umane del centro Verani, fanno ben sperare. «Il consiglio è collaudato, e insediato da due anni. Ottima - dice Boscarelli - la struttura manageriale, composta in primis dalla direttrice Claudia Ghisoni, affiancata dal direttore sanitario Mauro Bonomini, e dal segretario Mario Santi. Abbiamo oltre cento dipendenti per garantire un servizio di qualità».
I ricoverati nel complesso sono un centinaio: 31 alla casa protetta, una ventina in rsa con 24 posti convenzionati (l'Ausl contribuisce alle rette) e circa il doppio in rsa, ma in posti non convenzionati. A questi si aggiungono i 20 utenti che frequentano il centro diurno per Alzheimer e demenze, e i 24 utenti dei mini alloggi. Oggi cosa resta da fare? «Anzitutto - risponde il presidente - mantenere alti gli standard di qualità: non intendiamo depauperare il servizio, benché siano sempre più alti i costi per garantire massima assistenza sanitaria, comfort alberghiero, presenza costante di infermiere e operatori. Secondo: possiamo agire per aumentare il legame della nostra struttura con il territorio, ad esempio aprendo alcuni servizi come la fisioterapia, a utenti esterni». Il legame con l'esterno si può misurare anche con il sostegno: il 5 per mille, ad esempio, si può devolvere a questa fondazione che da anni offre un servizio d'eccellenza alla città.
Donata Meneghelli