Sabato 5 Maggio 2007 - Libertà
Il sorriso piacentino per i bimbi di Moebius
Oggi e domani convegno mondiale di esperti sulla malattia
Il medico concittadino Mauro Gandolfini nel primo ambulatorio di Parma. Testimonial della "duegiorni", la moglie di Pelè
A distanza di due anni, Piacenza torna ad essere palcoscenico per il quarto convegno internazionale dedicato alla sindrome di Moebius, in programma oggi e domani al Park Hotel.
Due anni percorsi a grandi passi verso la sconfitta di una malattia che ruba il sorriso ai bambini, raggiungendo, grazie all'instancabile impegno di Renzo De Grandi, presidente del sodalizio promotore dell'iniziativa, l'Associazione italiana sindrome di Moebius, importanti risultati. Tra questi la speranza di riuscire a fare luce, attraverso la ricerca genetica, sulle cause di questa malattia, che si manifesta in un bambino ogni 100mila (con paralisi dei nervi facciali, incapacità di sorridere, alimentarsi correttamente, difficoltà di espressione) a 125 anni dalla sua scoperta, e l'avvio di un ambulatorio dedicato alla Sindrome di Moebius presso l'azienda ospedaliera - universitaria di Parma, subito alla ribalta nazionale ed europea, esperienza scientifica ormai consolidata, che parla anche piacentino, grazie alla presenza di Mauro Gandolfini, docente di Ortognatodonzia e Gnatologia dell'università di Parma, referente per l'ambulatorio per quanto riguarda l'ortodonzia.
A lui è toccato ieri il compito di presentare i lavori del convegno, durante una conferenza stampa - tavola rotonda, tenutasi all'Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, main sponsor dell'evento (presente ieri anche il presidente, Giacomo Marazzi) che vede come testimonial la famosa cantante brasiliana, Assiria Nascimento, moglie del leggendario calciatore Pelè.
«E' un privilegio per me essere coinvolta in un'iniziativa che possa essere di vero aiuto - ha detto Assiria - e rappresentare davvero la differenza per chi soffre». Pelè è tra i sostenitori della struttura sanitaria di Recife della dottoressa Liana Ventura, tra i protagonisti del convegno, che vede graditi ritorni, come Ronald Zuker, primario di chirurgia all'Hospital for Sick Children, luminare che è riuscito a donare di nuovo il sorriso ai piccoli malati, grazie ad un intervento cosiddetto di "rianimazione facciale", con il trapianto di un segmento di un muscolo della coscia (muscolo gracile) nel viso dei piccoli (33 bambini sono stati operati con questo metodo a Parma). Il respiro internazionale del seminario viene garantito anche da Sara Rosenfeld - Johnson, patologa del linguaggio (metodologia efficace anche su soggetti adulti), e Giorgio La Scala, responsabile consultazione chirurgica pediatrica - plastica dell'ospedale di Ginevra.
La sindrome di Moebius, patologia congenita molto rara sarebbe dovuta, ha detto, «ad un apporto insufficiente di sangue ai nuclei dei nervi cranici, che risulterebbero essere paralizzati durante il secondo mese di gravidanza», così come l'assunzione, da parte della madre, di farmaci come «il Misoprostol, o ergotamina, può facilitare l'insorgere della sindrome nel nascituro», senza per questo abbandonare la ricerca genetica, filone recentemente inaugurato, come ha ricordato Arturo Carta, ricercatore universitario di Oftalmologia dell'università di Parma, ateneo rappresentato ieri da Stefano Gandolfi, direttore della clinica oculistica.
Paola Pinotti