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Lunedì 23 Aprile 2007 - Libertà

Merini e Dalla, premiata ditta emozioni
Una notte di poesia e note magiche, D'Onghia sul podio

Municipale Appuntamento di richiamo tra brani di giovani compositrici e le dediche di Lucio alla poetessa

PIACENZA - E' stata la presenza di Alda Merini e, soprattutto, la sua poesia ad essere i veri protagonisti dello spettacolo calorosamente applaudito da un folto pubblico, l'altra sera al Municipale nell'ambito della stagione concertistica curata dalla Fondazione Toscanini.
Non ce ne vogliano le quattro, valenti compositrici, Barbara Rettagliati, Sonia Bo, Patrizia Mannori e Caterina Calderoni, delle quali sono state eseguite quattro intense - e, per molti aspetti - coraggiose partiture che hanno coronato, con successo, la prima parte della serata, grazie anche alla puntuale e fedele esecuzione dell'Orchestra della Fondazione Toscanini diretta dal maestro Beppe D'Onghia. Un segnale importante, messo a punto dalla "Toscanini" in collaborazione con il Conservatorio e dell'assessorato alle pari opportunità del Comune, a sostegno della musica contemporanea e della creatività femminile.
Maria di Magdala della piacentina Rettagliati è stata l'applauditissima apertura di serata, seguita da Cerulee le fila per flauto concertante e orchestra d'archi (solista Sandu Nagy) di Bo, Luce di Mannori ed infine Il canto negato di Calderoni, pagine altrettanto apprezzate dal pubblico.
La sfida non era semplice poiché, trattandosi di composizioni contemporanee, le aspettative tonali e melodiche, solitamente più consuete agli spettatori della Concertistica (a parte gli "addetti ai lavori" presenti), erano piuttosto lontane.
Da subito Lucio Dalla, secondo protagonista dell'evento, ha accompagnato sul palcoscenico le quattro esecuzioni, tutte dedicate a Magdalena degna da laudare, seduto alla sua tastiera, giocando talvolta con il microfono nel quale ha prodotto eco e sonorità gutturali. Una presenza importante, la sua, che ha voluto sottolineare l'intento di agevolare, sempre di più, la conoscenza della musica classica, solleticando ulteriormente la curiosità del pubblico, specialmente di quello più giovane, presente numeroso in sala.
Sullo sfondo, per tutta la serata, le suggestive immagini artistiche di Stefano Cantaroni, raccolte in video di Italo Grassi e Davide Pepe a coronare un evento che includeva ogni forma artistica.
Dalla è stato l'artefice del secondo tempo del concerto con Parole di canto: musiche originali ispirate ai versi della Merini, recitati intensamente dal giovanissimo attore Marco Alemanno, che si è presentato scalzo su uno scenario minimalista e semibuio: Su Cristo, Tre dimensioni, Giuda, Pilato, Pietro e Addio Crocifissione, musiche arrangiate ed orchestrate musicalmente da D'Onghia, fidato collaboratore di vecchia data di Lucio Dalla.
Negli ultimi due brani in particolare, l'apice poetico della geniale poetessa ha saputo toccare l'anima dei presenti, inclusa quella di Dalla, che alla fine ha presentato Alda al pubblico: tutti in piedi per una lunghissima standing ovation a colei che è, senza ombra di dubbio, una delle più alte rappresentanti della poesia contemporanea e ha saputo "cantare" tutta la drammaticità e l'umanità di Pietro e di Gesù Cristo come nessun altro autore contemporaneo che si sia cimentato in una tale impresa.
Per questo, alla fine, Dalla ha rivolto alla Merini un ringraziamento speciale, con dedica, coadiuvato dalla "Toscanini" e dalla pianista Rosetta Cucchi: non solo l'arcinota, e attesissima dal pubblico, Caruso, ma la splendida Henna: «Una canzone che ti dedico, cara Alda, perché parla dell'amore in un modo laico. Pur essendo io credente, ho cercato le parole per parlare di questo sentimento umano. E' una canzone che ti dedico perché credo sia stata capita, meglio di altre, e perché, come tu sai bene, il mio cuore ti appartiene».
Così si è espresso Dalla, prima di cantare per Alda, che lo osservava visibilmente commossa dal suo palco e ascoltava, prima dell'esecuzione, anche le parole del testo scandite da Alemanno: «Va bene io credo nell'amore / l'amore che si muove dal cuore / che ti esce dalle mani / che cammina sotto i tuoi piedi / L'amore misterioso anche dei cani e degli altri fratelli
animali / delle piante che sembra che ti sorridono anche quando ti chini per portarle via / L'amore silenzioso dei pesci che ci aspettano nel mare / l'amore di chi ci ama e non ci vuol lasciare».

Eleonora Bagarotti

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