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Domenica 22 Aprile 2007 - Libertà

Dalla: «Il mio concerto si chiama emozioni»
E l'ispirazione per i brani è venuta dai versi di Alda Merini

Il cantautore bolognese, da tempo impegnato in progetti teatrali anche come regista, ha incontrato il pubblico al Ridotto

PIACENZA - «Non c'è dubbio che musica e parole siano fatte per stare insieme: la musica è essa stessa parola e la parola è musica».
Fatta questa necessaria premessa, Lucio Dalla, a Piacenza già da ieri mattina per la conferenza stampa di presentazione, aperta al pubblico, dell'evento teatral-musicale tenutosi la sera stessa al Municipale, ha intrattenuto a lungo l'auditorio del Ridotto, rivelando spontaneamente le fonti d'ispirazione e le suggestioni alla genesi di Magdalena degna da laudare, di cui, oltre che essere il principale interprete, ha curato personalmente la regia.
Con lui, a presenziare l'incontro, il maestro Beppe D'Onghia, direttore d'orchestra nonché arrangiatore dei brani di Dalla in programma, Su Cristo, Tre dimensioni, Giuda Pilato, Pietro, Addio Crocifissione, liberamente tratti dalla raccolta di liriche di Alda Merini, Il Cantico dei Vangeli, ed il giovane attore Marco Alemanno, voce recitante dei testi.
«Il suo team», come confidenzialmente Dalla apostrofa i due amici e collaboratori, anche se il sodalizio instaurato fra lui e D'Onghia dura ormai da quasi vent'anni, così come più di dieci anni fa è iniziata la fertile collaborazione fra Dalla, D'Onghia e l' Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini, da cui scaturisce anche quest'ultimo allestimento, in cartellone per la Stagione concertistica 2006-2007 del Municipale.
La messinscena, introdotta da un reading di poesie della Merini, è stata articolata in due momenti fondamentali: dapprima l'esecuzione di alcuni brani di compositrici donne, in primis Maria di Magdala della piacentina Barbara Rettagliati (che per la prima volta porta le sue opere al "Municipale"), Cerulee le fila, per flauto e orchestra d'archi, di Sonia Bo (al flauto Sandu Nagy), Luce di Patrizia Mannori, docente al "Nicolini", e Il canto negato di Caterina Calderoni, ed una seconda parte, Parole di canto, che ha visto Dalla assoluto protagonista.
«Conobbi Alda Merini in occasione del Premio Montale che venne conferito a entrambi, a me per i testi delle mie canzoni e a lei per le sue poesie, e mi colpì immediatamente la sua consapevole e voluta anomalia rispetto alle tradizionali figure di poeti. La sua stessa poetica è la risultante di questo deliberato vivere "borderline", del suo essere, e sentirsi, più "sciantosa" che poetessa», ha proseguito Dalla, definendo il suo spettacolo, che nasce nell'intento di avvicinare alla musica classica e al Teatro anche chi non fa parte o non frequenta abitualmente questo circuito, «la risultante di una totale contaminazione fra le arti».
Non solo, ma la filosofia sottesa all'intero progetto, sempre nelle parole di Dalla, è quella di «dare vita a un concerto di emozioni, che faccia capire meglio il senso delle parole e la ragione della musica, ma utilizzando mezzi di comunicazione più vicini al quotidiano».
Anche il maestro D'Onghia ha sottolineato le valenze culturali dell'iniziativa, il cui obbiettivo è quello di diffondere a tutti la conoscenza della musica classica e dell'opera, dichiarandosi inoltre sorpreso, addirittura impressionato dalla tessitura musicale di queste composizioni al femminile, che, in un simile contesto, acquistano una potenzialità espressiva ancora maggiore. Al che Barbara Rettagliati, che insieme a Mannori, all'assessore ai Teatri Giovanna Calciati, all'assessore alle Pari Opportunità Manuela Bruschini e a Luciana Dallari della Fondazione Toscanini, costituiva il "comitato d'accoglienza" per l'artista e i suoi collaboratori, lodando la raffinatezza e l'immensa conoscenza di Dalla in campo musicale, ne ha altresì apprezzato la capacità e la sensibilità di individuare all'istante il nucleo tematico delle loro composizioni, sulle quali è andato poi ad improvvisare.
Infine lo stesso Dalla, riportando l'attenzione alle opere della Merini, ne ha posto in luce la novità e la potenzialità sovversiva dei contenuti, non solo perché le sue liriche non hanno paura di mostrare il lato più umano del Cristo, ma anche e soprattutto per la visione inedita che gettano sul rapporto fra Gesù e Pietro o con la Maddalena. Sul finire dell'incontro squilla un telefonino: è quello di Dalla (come suoneria un brano di musica classica, visto che siamo in tema) che, con un caloroso «Ciao Simone!» ci comunica di avere in linea Cristicchi (il vincitore di questa edizione di Sanremo) e, manco a dirlo, lo invita ad assistere allo spettacolo.

Alessandra Gregori

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