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Sabato 21 Aprile 2007 - Libertà

L'Islam fra tradizione e modernità

Alla Fondazione giornata di studi sui musulmani in Occidente

Oggi all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, a partire dalle ore 9, è in programma una giornata di studi dal titolo "Western Islam: European Muslin beetween Tradizion and Modernity" (L'Islam in Occidente: musulmani europei tra tradizione e modernità). Interverranno illustri esperti italiani e stranieri.

All’interno dell’estremamente variegato e sfaccettato mondo musulmano (dal Marocco al Pakistan, all’Indonesia, alla Cina e, da ormai molti anni, anche in Europa e negli Stati Uniti d’America) è attivo un fervente dibattito religioso, politico e sociale, di cui noi dall’occidente non abbiamo spesso notizia. I mass media europei, a parte qualche rara eccezione, non forniscono informazioni soddisfacenti su questi argomenti, determinanti per il futuro della religione musulmana nel mondo contemporaneo, soprattutto in relazione all’Occidente.
L’Islam è dunque una religione anche europea, non possiamo più far finta che si tratti solo di un fenomeno “importato”.
Siamo testimoni del primo Islam nella storia che affonda le proprie radici in Francia, Germania, Inghilterra, Canada, Usa, ecc. In particolare le donne musulmane europee rivestono e rivestiranno, a nostro avviso, un ruolo davvero cruciale nell’avvio di quella “riforma” che si basa su principi tradizionali irrinunciabili, di cui l’islam contemporaneo ha urgentemente bisogno, ed anche, sicuramente, nella direzione della conquista dei valori dei diritti umani in alcuni paesi che si dichiarano musulmani o in cui i fedeli ad Allah sono in maggioranza.
La riforma dell’islam avrà radici in Occidente. La globalizzazione presenta nel contempo lo scomparire o quantomeno l’annacquarsi di valori guida tradizionali, ed il dirompente rivitalizzarsi di appassionate affermazioni di identità (non solo da parte musulmana, ricordiamo slogan “cristiani” recitare: “Europa Cristiana, mai musulmana”), che spesso conducono all’emarginazione e nell’autoesclusione sociale. I vari tentativi di proteggersi, di conservare la propria cultura e di ribadire la propria identità sul circostante “mondo occidentale” hanno portato spesso ad affermare addirittura che “tutto quanto è occidentale è anti-musulmano” o che l’islam autentico non ha nulla in comune con l’occidente corrotto.
I musulmani che hanno seguito questa corrente di pensiero hanno finito per emarginarsi sia a livello sociale, che intellettuale, rafforzando così, paraddossalmente la logica del sistema dominante a cui si opponevano. Pur considerando lodevoli quanto isolate eccezioni, certo Islam militante (quello che Moussalli definisce “radicalismo esclusivista”), che con grande vigore tende a rifiutare tutto ciò che sia in relazione con il mondo occidentale corrotto e materialista, finisce per prendere il grande nemico come riferimento per le proprie azioni e i propri pensieri. L’apologetica, nel difendere l’Islam dalle accuse dei suoi detrattori e nel tentativo di dimostrare modernità e razionalità, implicitamente ammette valori che sono propri della cultura alla quale apparentemente è avversa. Coloro che invece si impegnano nella direzione opposta, troveranno che, proprio partendo dai fondamenti della religione può avere inizio una forza dirompente che, dall’interno, possa dare il via ad un movimento di riforma e di vera integrazione nei nuovi contesti.
Uno degli obiettivi della giornata internazionale di studi di oggi a Piacenza è proprio quello di mettere a fuoco la situazione attuale dei musulmani in Occidente e di valutarne le prospettive imminenti. Gli interventi della sessione mattutina tenderanno ad illustrare la situazione e gli sviluppi dell’islam in rapporto al modello occidentale visti dalla prospettiva di paesi a maggioranza musulmana. Il professor Gamâl al-Bannâ e soprattutto Wâ’il Farûq (uno dei giovani intellettuali di maggior spessore che tutto il panorama musulmano mondiale possa al momento offrire), con il suo “Come i musulmani praticano la modernità e allo stesso tempo la rifiutano” presenteranno un’analisi della percezione dell’occidente da parte dei musulmani di quello che una volta era il Dâr al-Islâm. Ampio spazio sarà riservato al dibattito (moderato dal professor Paolo Branca, uno dei massimi islamisti italiani) e sarà attivo il servizio di traduzione simultanea.
Nel pomeriggio l’obiettivo si sposterà invece sulla situazione dei musulmani che vivono in Europa ed in Italia. Il più grande esperto di Islam italiano, Stefano Allievi dell’Università di Padova illustrerà gli ultimi sviluppi delle vicende delle comunità musulmane di casa nostra, ed interessante sarà anche l’intervento-testimonianza dell’estroso professore croato Senad Bajramovic, docente di sociologia all’Università di Zagabria che presenterà una lecture sulla sfida per la propria identità che i musulmani europei (e non solo i musulmani d’Europa) dovranno affrontare nei prossimi anni. Al dibattito, moderato da chi scrive, ancora, riservato ampio spazio.

DAVIDE TACCHINI

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