Giovedì 26 Aprile 2007 - Libertà
«Senza la ragione scuola mediocre e noiosa»
Oltre 160 docenti di molte regioni italiane al corso di aggiornamento Diesse e Disal
Un convegno di aggiornamento per insegnanti e dirigenti delle scuole elementari, medie e superiori ha recentemente riunito oltre 160 docenti provenienti da molte regioni italiane, dalle Puglie al Trentino, dalla Sardegna alla Campania. Il tema della due giorni di lavoro, svoltasi all'Auditorium della Fondazione di via S. Eufemia e promossa dalle associazioni Diesse e Disal, era "L'uso della ragione a scuola, la promozione nei bambini e nei ragazzi di un apprendimento sistematico e critico". Molto apprezzate sono state le due relazioni teoriche che hanno costituito spunto di avvio per il convegno piacentino. La prima, affidata al professor Massimo Borghesi, filosofo e docente dell'università di Perugia e la seconda del professor Giorgio Dieci, un biochimico piacentino, docente all'università di Parma. Per entrambi il lavoro della ragione è emerso come attitudine alla domanda, capacità di porre questioni di senso, nelle grandi questioni scientifiche come nel quotidiano imparare in classe. «Aiuta a ciò - ha detto fra l'altro Borghesi - il proporsi di docenti che sanno vivere personalmente questa attitudine di ricerca e di scoperta. La trasmissione del mondo è la comunicazione del proprio personale modo di comprenderlo: senza questo si trasmette una mediocritas che lascia la scuola a rimorchio del conformismo mediatico e quindi inevitabilmente noiosa». «Il grande limite della ricerca scientifica oggi e di quella in campo biologico in particolare - ha osservato Giorgio Dieci - è che ha rinunciato a conoscere per privilegiare la manipolazione. Invece c'è scienza (e apprendimento) dove c'è apertura sul reale, disponibilità ad accoglierlo nelle sue manifestazioni non riducibili al già noto e ad uno schema ideologico preconcetto». Densa di contributi anche la tavola rotonda conclusiva del convegno, dedicata ai problemi organizzativi della scuola. «Non si può più pensare la scuola come semplice attività che il docente svolge, sedendo in cattedra e relazionandosi coi suoi studenti - ha detto Mauro Monti - . Occorre piuttosto che diversi soggetti collaborino per creare condizioni in cui l'insostituibile lavoro del docente sia valorizzato». Roberto Pellegatta, presidente Disal ha così parlato del ruolo del preside per sostenere l'apprendimento significativo, mentre Stefano Versari, dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale, ha approfondito lo spinoso tema del rapporto con le famiglie. Uno psicologo milanese, Carlo Arrigone, ha chiarito come il ruolo del cosiddetto esperto possa risultare non sostitutivo della competenza che il docente ha nel rapporto educativo, ma piuttosto di sostegno a questo rapporto.
Hanno concluso il convegno i due interventi di Fabrizio Foschi, presidente nazionale Diesse e di Rosario Mazzeo, preside e autore di numerose pubblicazioni di didattica metacognitiva.