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Mercoledì 25 Aprile 2007 - Libertà

Armiliato: io, un tenore eclettico
«L'opera è patrimonio culturale, non va dimenticata»

Sabato al Municipale si esibirà con il soprano Dessì a favore della cooperativa sociale Casa Morgana

piacenza - Atteso recital del soprano Daniela Dessì con la partecipazione del tenore Fabio Armiliato, al Municipale, sabato alle ore 21 organizzato dalla Fondazione Toscanini e dai Rotary Club di Piacenza e del territorio. L'Orchestra della Fondazione Toscanini è diretta dal maestro Steven Mercurio.
Come annunciato, la serata ha finalità benefiche a favore della Cooperativa sociale Morgana. Per il tenore Armiliato è un ritorno al Municipale. «Sono stato più volte - dice il tenore -, ricordo una bella serata in concerto con Giacomini e le recite di Norma, una produzione del Teatro di Modena, nel dicembre '96. Capitò a Nicola Martinucci di ammalarsi e a me di cantare tutte le recite. Dico questo per sottolineare quanto mi sia rammaricato di non poter essere presente in Aroldo, un'opera a cui sono particolarmente affezionato. Capitò a me quello che capita spesso d'inverno, di prendere un malanno e addio voce; succede. Vengo volentieri ad accompagnare Daniela, la serata è tutta sua -, conferma il tenore -. Canteremo insieme alcuni duetti da Don Carlo e da Otello, per alleggerire la fatica sua e donare al pubblico bei momenti d'opera».
Daniela ha ultimato le registrazioni di arie verdiane con l'Orchestra Toscanini diretta dal maestro Steven Mercurio. E' giusto che tocchi a Daniela essere protagonista della serata», conclude Armiliato.
Il tenore Armiliato ha un vasto repertorio collaudato in una brillante e rapida carriera internazionale, in Europa, negli Stati Uniti, in Giappone. Ha appena concluso le recite di Adriana alla Scala.
Tenore eroico-romantico o più portato al verismo?
«Tenore, semplicemente. Per aver sperimentato i più diversi ruoli. Verista mi piace in modo particolare, anche se spesso, i critici in particolare, usano l'accezione in senso limitativo. Se ne dà una interpretazione pulita, emerge una scrittura musicale ricca di colore, di valori. Confesso di essere particolarmente affezionato al genere, c'è tanta bella letteratura musicale, mi emoziona, mi appassiona».
Avendo frequentato i teatri di tutto il mondo, come giudica la situazione nostra attuale?
«Devo premettere la mia riconoscenza verso i teatri all'estero, per avermi dato la possibilità di maturare un repertorio adeguato. Sono stato confermato al Metropolitan per 9 anni consecutivi. Vi si lavorava con una programmazione ben pensata, con prove adeguate, con meno nervosismo che da noi. Una volta al Metropolitan si parlava italiano, ora non più; si parla inglese, russo, tedesco. Sicuramente noi siamo la patria del melodramma, ma ciò non basta, bisogna recuperare la nostra identità. Dovremmo essere meno spietati verso noi stessi, valorizzare i nostri talenti, abbiamo insegnato a tutto il mondo come si canta, possibile che non ce ne rendiamo conto?».
Nota un calo di interesse verso l'opera lirica?
«L'opera fa parte del nostro patrimonio culturale, non possiamo dimenticarcene, è un bene prezioso che altri c'invidiano. In Spagna nelle scuole si insegna la zarzuela, tipica espressione musicale spagnola, da noi si fa poco in questo senso. Televisione e giornali danno poco spazio all'opera. La televisione potrebbe essere un mezzo efficace di divulgazione per informare, per preparare all'ascolto. Abbiamo fior di registrazioni di grandi interpreti, bisognerebbe creare spazi per riproporli convenientemente, farli apprezzare. Sono sicuro della loro attualità, delle emozioni che ancora possono trasmettere. Ricorre il cinquantenario di Beniamino Gigli, una voce indimenticabile, facciamolo ascoltare ai ragazzi, sono certo che rimarrebbero incantati, come ne siamo incantati noi».
Fare coppia nella vita, oltre che in palcoscenico non è troppo impegnativo?
«Anzi, aiuta. Con Daniela mi sono incontrato a carriera avviata. Per entrambi in scena è importante condividere, collaborare, avere naturale simpatia. Non oso dire che siamo la più bella coppia, come qualcuno ha scritto, certamente abbiamo un ottimo rapporto professionale, senza tensioni, arrivismi, gelosie».
E nella vita quotidiana, fuori scena?
«In casa non parliamo mai di lavoro. Ci sono i figli, i problemi di tutti, la scuola, insomma la vita di famiglia a cui Daniela ed io teniamo molto».
Ancora insieme in prossimi impegni?
«Insieme faremo Tosca a Monaco di Baviera, poi Ernani a Torino. Daniela sarà impegnata a Torre del Lago per il Festival Puccini, io a mia volta sarò in Finlandia per un concerto dedicato a Beniamino Gigli. Incredibile, è in Finlandia il più grande club filolirico dedicato a Gigli».

Gian Carlo Andreoli

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