Venerdì 20 Aprile 2007 - Libertà
La prorompente fisicità delle regine scolpite da Brizzolesi
Nel pomeriggio l'inaugurazione allo Spazio espositivo di Palazzo Farnese, esposte fino al 20 maggio
Sessanta sculture di Sergio Brizzolesi, eseguite tra gli anni Cinquanta e Sessanta, saranno in mostra nello Spazio espositivo di Palazzo Farnese, in piazza Cittadella, 29, fino al 20 maggio.
L'inaugurazione si terrà oggi dalle ore 18.30 alle 20. Brizzolesi, originario di Gropparello, autore della statua del patrono Sant'Antonino che ruota su se stessa a piazzale Genova, indicando i diversi punti cardinali, porterà nella cittadella viscontea del Farnese in particolare quaranta regine, «donne arcane, donne magiche, donne sognate e temute, che hanno sempre, in prima battuta, tutto il sapore turgido e la tenerezza appassionata di un eros fortemente liricizzato, metaforizzato, intimamente allusivo a una simultaneità di aspetti, di spessori, di ambiguità, di fascini intriganti», nelle parole del critico Giorgio Seveso, dal catalogo Tipleco, con un testo anche del direttore della Galleria d'arte moderna Ricci Oddi, Stefano Fugazza.
La mostra Le regine di Sergio Brizzolesi è curata da Roberta Castellani e promossa dal Mim Museum in motion del Castello di San Pietro in Cerro, insieme alla Fondazione D'Ars Oscar Signorini, con il patrocinio di Comune e Provincia di Piacenza, Regione Emilia Romagna, associazione Castelli del Ducato, Piacenza Musei e la delegazione piacentina del Fai (Fondo per l'ambiente italiano).
Brizzolesi, che si è formato nelle aule dell'istituto Gazzola e dell'Accademia di Brera, oggi lavora negli studi di Piacenza e di Milano, tornando volentieri anche nella casa sulle colline della Valvezzeno.
Nella sua presentazione, Seveso lo riconosce come un artista, «tra gli scultori d'immagine odierni», appartenente al gruppo di «quelli che molto più di altri hanno tenuto e tengono ben ferma la determinazione a non lasciarsi distrarre, a non farsi sedurre dalle chimere delle mode e dell'attualità estetica».
Le sue regine possiedono «tutta la fisicità e la corposità di donne vere pur se trasfigurate, figure sospese come per un incantamento che ne tramuta le sembianze, le vesti e i gesti verso una dimensione altra, verso una realtà diversa da quella della semplice naturalità». Ed è attraverso queste vie, queste caratteristiche - evidenzia Seveso - che si rivela «la sostanza più autentica e palpitante del talento» di Brizzolesi, giocato «sui termini di un singolarissimo rapporto tra l'immagine e le sue valenze sentimentali», in un evolversi della forma iconica quasi verso l'astrazione.
La mostra sarà visitabile martedì, mercoledì e giovedì dalle 15 alle 19; venerdì, sabato e i festivi, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19; chiuso il lunedì.
a. ans.