Giovedì 19 Aprile 2007 - Libertà
Calendasco - Il laboratorio storico coordinato da Rossella Groppi e Filippo Zangrandi ha prodotto un libro di grande interesse
La quotidiana Resistenza
Storie partigiane raccolte dagli studenti
CALENDASCO - Sessant'anni, più o meno. Questo il tempo che è passato da quegli anni tra il 1943 ed il 1945 in cui l'Italia fu coinvolta nell'esperienza della guerra civile. Calendasco, paesino essenzialmente agricolo, contava all'epoca una popolazione circa doppia rispetto all'attuale. Non solo le case del borgo, ma anche le diverse cascine del territorio circostante pullulavano di persone, tant'è vero che erano ben cinque le scuole elementari in funzione: oltre a quella del capoluogo, erano attive quelle di Cotrebbia, Boscone, Mezzano e Incrociata. La popolazione, costituita in gran parte dai residenti del comune, era composta anche da numerosi sfollati, tra i quali non mancò chi perse la vita per la causa della Liberazione: basti citare Igino Bergamaschi. La Resistenza, infatti, assunse forme peculiari anche nelle zone di pianura dove, ad esempio, un ruolo di primaria importanza fu quello delle staffette. Al tempo stesso, i civili furono autori di una pluralità d'azioni quotidiane che, pur non facendo clamore, misero in forte difficoltà i tedeschi. A Boscone, per esempio, erano impiegati presso la Todt diversi cittadini di Calendasco, con il compito di trasportare i sacchetti di sabbia. Ogni tre sacchetti, due erano quelli che venivano lasciati scivolare nelle acque del Po anziché essere portati a riva. Questo cemento doveva essere impiegato per la costruzione di una strada che, dalle aree golenali vicine al paese, doveva condurre al ponte di barche. La strada fu costruita, ma il cemento utilizzato era talmente poco (visto che la maggior parte era stata inghiottita dal grande fiume) che non resse al passaggio del primo camion e crollò. Di tali forme di resistenza attiva e passiva, dei personaggi che vi hanno preso parte, della gioia della Liberazione, dell'avvio della partecipazione democratica: di tutto ciò parla "Andavamo contro il mondo, a quell'età" (editrice Berti), libro che non si propone come quadro esaustivo di quello che ha vissuto Calendasco negli anni della guerra, ma solo quale contributo che potrà essere approfondito ed ampliato. Questo volume - finanziato tra gli altri dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, dal Comune di Calendasco e da sponsor privati e realizzato in collaborazione con Anpi, Isrec e Archivi di Stato - è il frutto di un lavoro intenso, compiuto innanzitutto da Marco Bosini, Sara Bucceri, Angelica Livelli, Marta Massari, Elena Ronchetti e Martina Solari, studenti della terza media "Gozzano" che hanno partecipato ad un laboratorio storico coordinato da Rossella Groppi, docente di lettere, e da Filippo Zangrandi. Grande è stato l'impegno e l'entusiasmo che gli studenti hanno posto nella realizzazione delle interviste, nell'analisi dei documenti, nell'incontro con gli esperti, nella stesura dei testi. Di fronte ad una realtà caratterizzata da preoccupanti casi di bullismo e da un assordante vuoto di valori, questi ragazzi dimostrano quanto di buono e migliore c'è tra gli adulti di domani.
Il libro sarà presentato domenica 22 aprile, alle 17, nel castello di Calendasco. Interverranno Carla Antonini, direttrice dell'Istituto storico della Resistenza di Piacenza, Anna Riva, responsabile della sezione didattica dell'Archivio di Stato di Piacenza, e Mario Magnelli, assessore provinciale alla Cultura.