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Lunedì 16 Aprile 2007 - Libertà

Letture dantesche alla Fondazione

L'incontro con Catone nel Purgatorio di Dante

PIACENZA - All'Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano folto pubblico ha partecipato al primo dei sette incontri previsti di lettura critica della Divina Commedia di Dante Alighieri, organizzati in collaborazione con L'Università Cattolica. Il progetto ideato da Pierantonio Frare, docente di letteratura alla facoltà di scienze della formazione, si realizza in un momento di particolare interesse per l'opera di Dante, confermato dalle numerose occasioni e dalla partecipazione attenta del pubblico (è auspicabile una maggior presenza di studenti).
Incontri con Dante è la proposta di visitare insieme ai due poeti Virgilio e Dante il Purgatorio, guidati ogni volta da un esperto studioso della materia. Elena Landoni, docente di lingua italiana alla Cattolica di Milano, ha affrontato il canto primo del Purgatorio, chiarendo di volta in volta la simbologia delle figure poetiche. Il Purgatorio è luogo, ha precisato la studiosa, di dolore ed espiazione, dolore per la consapevolezza del proprio peccato, ma anche di speranza di liberazione, di energica volontà di risurrezione. Tema centrale è il confronto tra la poesia classica e la poesia "nova", rinascita della poesia informata dalla Fede.
Il viaggio di Ulisse è un atto di presunzione dell'eroe, di sfida oltre i proprii mezzi e per questo destinato al fallimento; ben altrimenti è il viaggio di Dante attraverso l'Inferno prima e poi il Purgatorio, per giungere finalmente al Paradiso, viaggio ispirato e voluto "come Altrui piacque", con la speranza certa della salvezza. Ad attendere Dante sarà Beatrice e per sua intercessione il Poeta potrà contemplare la bellezza divina.
Elena Landoni ha ripercorso il canto mettendo in bella evidenza il tono pacato che sarà predominante in tutta l'opera per cantare "quel secondo regno/dove l'umano spirito si purga/ e di salire al ciel diventa degno". Calliope è la Musa della Poesia invocata a superare se stessa nella nuova poesia votata all'umiltà, non paga di sé, finalizzata a lodare il Creatore. Nel canto XXIV è Dante stesso che chiarisce il rinnovamento della poesia come schietta aderenza alla verità del sentimento.
L'incontro centrale è con Catone Uticense, suicida per la libertà. Pagano, vissuto prima dell'avvento di Cristo, Catone non volle accettare il trionfo di Cesare a danno della repubblica e si privò della vita. Dante, tuttavia, lo ha messo in evidenza la relatrice, non pone Catone, come Pier delle Vigne, nell'Inferno, ma a guardia del Purgatorio, simbolo del desiderio di libertà anche a prezzo della vita: "libertà va cercando ch'è si cara/ come sa chi per lei vita rifiuta". L'attore Carlo Rivolta ha poi letto tutto il canto esaltandone il fascino.

Gian Carlo Andreoli

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