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Mercoledì 11 Aprile 2007 - Libertà

Sichel su Orazio e Artemisia Gentileschi: via al ciclo sui confronti dal '600 al '900

Oggi in Fondazione affinità e differenze fra padre e figlia

Si apre tra i forti chiaroscuri del '600 dei caravaggeschi Orazio e Artemisia Gentileschi la serie di incontri "Artisti e artiste a confronto dal '600 al '900", organizzati dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. Oggi alle ore 17, all'auditorium di via Sant'Eufemia, di affinità e differenze tra le espressioni artistiche dei due pittori, padre e figlia, parlerà Elena Sichel, insegnante di storia dell'arte, che in passato ha tenuto in Fondazione altri cicli di conferenze sull'arte moderna. Nel 1996 ha affrontato il tema delle "Donne artiste" per un corso di aggiornamento presso l'Irsae Liguria. Più di recente, all'associazione Quadreria di via Garibaldi è intervenuta su alcune personalità femminili di spicco, dal Rinascimento al '900, prendendo in esame in particolare l'arte di Sofonisba Anguissola (cui il piacentino Millo Borghini ha dedicato il libro Sofonisba. Una vita per la pittura e la libertà, edizioni Spirali), Lavinia Fontana, Artemisia Gentileschi, fino alle esponenti dell'avanguardia, come la grafica e scultrice tedesca Käthe Kollwitz. Il caso di Artemisia Gentileschi che, violentata dal pittore Agostino Tassi, dovette affrontare un penoso processo che condannò a pene lievi l'aggressore, ha affascinato nel tempo non solo gli storici dell'arte, ma anche scrittrici, a cominciare dal romanzo Artemisia (1947) di Anna Banti, moglie di Roberto Longhi, autore nel 1916 del saggio Gentileschi padre e figlia.

CATERINA CARAVAGGI

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