Giovedì 5 Aprile 2007 - Libertà
«Svilito il consiglio generale della Fondazione»
Bergonzi (Comuni piacentini): da quattro mesi non viene convocato l'organismo
Sono passati più di quattro mesi dalla convocazione dell'ultimo consiglio generale della Fondazione di Piacenza e Vigevano e ciò «rappresenta una violazione dello Statuto». A sollevare la questione è Marco Bergonzi, consigliere della Fondazione in rappresentanza dei Comuni piacentini, voce critica all'interno del parlamentino di via Sant'Eufemia come testimoniano i suoi rilievi sul rinnovo del cda dopo la riconferma di membri che avevano superato il limite del secondo mandato. Oggi il tema è il ruolo del consiglio generale, che dal 27 novembre non è stato più convocato. «Sono passati oltre 4 mesi, ma l'articolo 16 dello Statuto stabilisce che il consiglio generale si riunisce su convocazione del presidente con cadenza trimestrale o comunque ogni qual volta quest'ultimo lo ritiene necessario». Il consiglio, sostiene Bergonzi, dovrà certo riunirsi entro aprile per approvare il bilancio, ma in generale questo organismo di indirizzo e di controllo vede «svilito» il proprio ruolo, ridotto ad avallo delle scadenze di legge come l'approvazione del bilancio, appunto. «Ritengo tale gestione chiusa ed autoreferenziale, finalizzata a non disturbare il manovratore» afferma Bergonzi che ha chiesto un parere all'Acri - l'associazione costituisce un riferimento nazionale per le 86 fondazioni di origine bancaria - su come si debba intendere la cadenza fissata dallo statuto piacentino, e ne ha avuto conferma verbale che andrebbe convocato l'organismo «almeno una volta al trimestre», seppure non sussistono sanzioni di legge («ma il comportamento è, a mio avviso, un altro calcio allo statuto»). Bergonzi chiarisce che la sua non vuol essere una «sterile contrapposizione» sulle decisioni, prova ne sia che quando fu approvato il piano previsionale 2007 il consiglio lo ha votato all'unanimità, bensì la rivendicazione di un ruolo attivo per chi intende l'appartenenza alla Fondazione non come a un «salotto buono» ma la ritiene strumento di relazione e partecipazione. Bergonzi ricorda anche che nel 2004 furono 6 le riunioni consiliari, nel 2005 si salì a 9, nel 2006 la quota è stata di 5 («E non si è mai scesi sotto le quattro riunioni annuali»).