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Martedì 3 Aprile 2007 - Libertà

Lirica - L'opera verdiana debutterà al Municipale l'11 aprile, repliche il 13 e il 15

Partita l'operazione Attila
Prove per il secondo cast col regista Panizza

PIACENZA - Parte l'operazione Attila. L'opera di Giuseppe Verdi con il libretto di Temistocle Solera, ultimo appuntamento della stagione lirica è in allestimento al Municipale in questi giorni. Si tratta di una produzione della Fondazione Toscanini in collaborazione con i teatri di Modena e Ferrara. E' prevista un'anteprima martedì 10 aprile riservata agli studenti e ospiti delle case di riposo con un cast di giovani cantanti selezionati dalla "Toscanini", tra cui il tenore Roberto De Biasio e il baritono Claudio Sgura, già protagonisti dell'opera della Titania di Albertazzi-Liberovici. Quindi il soprano Rachele Stanisci, già Fiordiligi nel recente Così fan tutte, e il basso Enrico Jori già in Tancredi del 2002.
La "prima" dell'opera si terrà mercoledì 11, repliche venerdì 13 e domenica 15. La prima compagnia di canto vanta invece nomi di prestigio, a cominciare dal basso Michele Pertusi che sarà Attila, quindi il soprano Dimitra Theodossiou (Odabella), il baritono Roberto Servile (Ezio), il tenore Walter Fraccaro (Foresto), il tenore piacentino Giovanni Maini (Uldino), il basso Alberto Rota (Leone).
L'Orchestra della Fondazione Toscanini è diretta da Will Humburg, il Coro del Municipale è guidato da Corrado Casati. Scene e regia sono di Pier Luigi Pizzi, con la ripresa dell'assistente Paolo Panizza. L'imponente scenografia ha una storia, progettata per il Teatro Regio di Parma alla fine degli anni '90, è stata ripresa dal Teatro San Carlo di Napoli e quindi restaurata e adattata ai palcoscenici odierni. Evoca grandi rovine combuste e al centro una via romana in discesa, proiettata verso il pubblico.
L'opera è destinata a suscitare interesse, pur essendo fuori dal repertorio consueto, mai rappresentata al Municipale nel Novecento. La prima rappresentazione risale al marzo 1846 alla Fenice di Venezia, accolta con un certo interesse, tanto da far scrivere dal compositore all'amica contessa Maffei: «Li amici miei vogliono che questa sia la migliore delle mie opere, il pubblico questiona, il tempo deciderà».
Dopo i successi di Lombardi e Nabucco, Verdi si impegnava per qualcosa di nuovo che mantenesse l'atmosfera patriottica e al tempo stesso gli consentisse di far fronte ai tanti impegni assunti nei famosi anni di galera .Il drammone Attila re degli Unni del drammaturgo tedesco Werner, da cui il libretto di Solera, racconta in un prologo e tre atti gli avvenimenti per certi versi privati del condottiero, nel quadro della sua conquista verso Roma. Nell'edizione odierna l'opera è concentrata in due atti con un solo intervallo.
A favore degli studenti, in preparazione all'opera, si sono impegnati il maestro Corrado Casati e alcuni componenti del "Club dei 27" di Parma, associazione di appassionati filolirici portatori, ciascuno, di un titolo di un'opera vediana.

andr.

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