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Mercoledì 4 Aprile 2007 - Libertà

Piacenza Jazz Fest: un'edizione in crescendo
Azzali: «Vogliamo aprire il ventaglio fuori provincia e nelle scuole»

Si è conclusa con successo la manifestazione. E mentre il programma di Arquato Jazz è già definito, si guarda al 2008

PIACENZA - «E' terminata con soddisfazione la quarta edizione del Piacenza Jazz Fest e l'anno prossimo la nostra manifestazione compirà un lustro. Un traguardo importante, segno che la nostra iniziativa non è un "fuoco di paglia" ma che è destinata a durare nel tempo; tanto più adesso che il Piacenza Jazz Fest ha consolidato la propria immagine quale uno dei jazz festival più importanti del Nord Italia».
Si esprime così Gianni Azzali, presidente del Piacenza Jazz Club e direttore artistico della manifestazione che si è svolta in 16 serate, di cui 4 rappresentate dalle finali dei concorsi, 3 masterclass, 3 dopofestival, 2 aperitivi e 2 merende in jazz, un convegno internazionale dedicato a John Coltrane, scomparso 40 anni fa, e un jazz brunch. Il tutto ha toccato una dozzina di sedi, coinvolgendo circa 80 artisti coinvolti sulla scena nazionale ed estera.
E poi i concorsi: alle finali hanno partecipato 8 compositrici (Note di donna), 4 gruppi per un totale di 14 elementi ("Chicco Bettinardi" sezione Gruppi), 8 finalisti (Piacenza jazz arrangers) e ancora 6 finalisti ("Chicco Bettinardi" sezione Solisti). Molti i tecnici coinvolti, tra riprese e fotografi, e 30 allievi del liceo artistico "Cassinari" hanno partecipato ad alcuni progetti. Tutto questo è avvenuto solo durante le giornate del Piacenza Jazz Fest, partito il 17 febbraio. Ma c'è stato molto fermento anche in periodo di prefestival: dal gazebo sonante, il sabato pomeriggio in Piazza Cavalli sotto le feste di Natale, alle marchin' band e jam session nel centro, all'apertura del Milestone, oltre agli aperitivi e alle serate al Gran Caffé Ranuccio.
Azzali, il Piacenza Jazz Fest si è appena concluso. Quali sono le sue impressioni, a caldo?
«La risposta è stata buona. E quest'anno ci siamo "spinti" un po' di più rispetto allo scorso anno. Il cartellone 2006 era infatti ricco di nomi altisonanti, anche dal punto di vista della loro popolarità (Shepp, Kuhn, Zawinul e Shorter, tra gli altri), che hanno portato più pubblico. Il programma di quest'anno, con l'anteprima al Milestone che ha ospitato Tullio De Piscopo, era più ardito nelle proposte e ricco di eventi collaterali».
Dal suo punto di vista, quali sono stati i concerti meglio riusciti di questa edizione?
«Come concerto, a me è piaciuta molto la risposta del pubblico a Anthony Braxton perché aprire un festival con una performance di quel tipo era un azzardo. Invece, proprio per questo, sono giunte anche molte persone da tutta l'Alta Italia, oltre ai piacentini. Il jazz, non mi stancherò mai di ricordarlo, ha decine e decine di facce, non si può "ingabbiare". Talvolta capita che alcuni siano incappata, per la prima volta, in un concerto di Free jazz e quindi si allontanano subito dal genere. Altri magari hanno assistito alla performance di un'Orchestra Dixieland e quindi ne hanno tratto un'immediata impressione positiva. Quello che noi cerchiamo di fare, e abbiamo fatto in questa edizione, è cercare di proporre il jazz in tutte le sue sfumature di colore».
E quest'anno, con l'apertura del Milestone, i Soci del Piacenza Jazz Club sono sempre più numerosi...
«Con il Jazz Club facemmo, da subito, 300 iscritti. E il primo festival ebbe una risposta positiva che ci stupì. Sembrava che Piacenza non aspettasse altro ed è stato un crescendo. Quest'anno, con gli eventi collaterali sia in periodo prefestival sia in concomitanza con la rassegna, le persone che hanno aderito sono aumentate del 33%».
Con l'esperienza di questa edizione, introdurrete qualche novità nella prossima?
«Stiamo pensando a qualche lieve ritocco, per esempio abbiamo intenzione di spostare tutto lo svolgimento dei concorsi nel prefestival, anche le finali; solamente la serata di premiazioni coinciderà con il Gala di chiusura, in cui si esibiranno tutti i vincitori. Inoltre, dal punto di vista tecnico, per quanto riguarda i concorsi per compositori, definiremo la formazione per la quale i partecipanti devono scrivere le partiture. Per quanto riguarda il "Bettinardi", sezione Gruppi, toglieremo il limite dei 30 anni di età e consentiremo, nel curriculum dei partecipanti, la pubblicazione di un cd. Al giorno d'oggi, infatti, con i mezzi che ci sono è molto frequente che un dilettante abbia alle spalle una registrazione, non necessariamente diffusa sul mercato. Ovviamente sono tutte questioni che discuteremo in consiglio».
Dietro l'angolo spunta Arquato Jazz 2007. Il programma è già definito?
«Sì e lo presenteremo presto. Stiamo ancora lavorando sui seminari, che si svolgeranno sempre a Castellarquato. Posso svelare che l'anteprima della rassegna estiva si terrà a Fidenza, con un concerto gratuito in piazza. In questo modo, allargheremo sempre di più il nostro campo d'azione».
C'è qualcuno che vuole ringraziare, in particolare, per la riuscita di questa edizione e degli eventi che l'hanno preceduta e proseguiranno?
«Ringrazio tutti i soci. Questa è un'associazione culturale di persone che prestano la loro opera per passione. E' per questo che riusciamo a realizzare il festival. E poi la Fondazione di Piacenza e Vigevano, che dà un contributo fondamentale. Gli sforzi che ha fatto il Comune di Piacenza sono stati notevoli, fin dall'inizio, da parte di Stefano Pareti, Alberto Squeri e il sindaco Roberto Reggi, che hanno creduto nella manifestazione, che è divenuta il biglietto da visita della città. In questo senso, anche mettere il Gazebo in Piazza Cavalli e fare musica nei pomeriggi del sabato contribuisce ad attirare l'attenzione di visitatori e turisti, mettendoli a conoscenza della manifestazione culturale. E per noi significa aprire il ventaglio. Sarebbe molto più facile organizzare un festival con solo 7/8 grandi nomi in cartellone. Ma finirebbe tutto lì. Il nostro desiderio è invece quello di offrire molto di più. Come, ad esempio, in un campo a cui teniamo moltissimo: quello scolastico. Abbiamo intenzione di coinvolgere ulteriormente gli Istituti scolastici piacentini per diffondere maggiormente il linguaggio del jazz. Inoltre, anche se ciò comporta maggiori costi e fatica, il Piacenza Jazz Fest resterà una manifestazione itinerante tra le varie location del territorio, con qualche tappa extra-provincia».
Dal punto di vista emozionale, cosa le è rimasto di questa esperienza?
«Vincenzo Danise, il vincitore del "Bettinardi" 2006 che si è esibito in trio al Gala finale di quest'anno allo Spazio "Le Rotative", che è davvero un pianista stupefacente, proviene dai Quartieri Spagnoli di Napoli. Con i 1.000 euro vinti lo scorso anno è riuscito a fare una registrazione che ora sta proponendo alle etichette discografiche. E questo ci riempie di soddisfazione».

Eleonora Bagarotti

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