Martedì 3 Aprile 2007 - Libertà
Il dibattito Costituzione: ancora attuale o è meglio riformarla?
Il Centro di informazione e documentazione per l'innovazione scolastica e formativa e l'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea hanno organizzato "La Costituzione della repubblica italiana", importante iniziativa di formazione, articolata in due parti, ottobre-novembre 2006 e febbraio-aprile 2007. Sostenuta da Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune e Provincia di Piacenza, fra convegni e seminari ha coinvolto soprattutto insegnanti e studenti ma il messaggio è stato prontamente recepito anche dalla cittadinanza.
L'altro giorno all'auditorium della Fondazione Maurizio Fioravanti, fiorentino, docente universitario, ha tenuto l'interessante conferenza "La costituzione italiana: attualità e proposte di riforma", moderatori Fabrizio Achilli, storico, Paolo Dosi, assessore comunale e Angelo Melfa del Cidis. Per Achilli fondamentale «legare all'indagine storica l'approccio all'attualità, dal problema europeo alla riforma della Costituzione fra soggetti diversi» mentre per Fioravanti «ogni Costituzione è riformabile, è norma giuridica fatta dagli uomini ma c'è un limite, superandolo si fa una nuova Costituzione. La democrazia è mobilità ma anche patto per la società ed il metodo di revisione dev'essere basato sull'equilibrio fisiologico. Se non c'è riforma legale c'è rischio d'illegalità. La Costituzione è anche emendabile volta per volta». Scontato il riferimento all'acceso dibattito politico di questi anni: «sbagliato trascinare la Costituzione nell'agone politico, non ci può essere cambiamento politico, filosofico, globalistico. Altro limite: cosa non si può modificare? La forma repubblicana voluta dai costituenti ed il principio di uguaglianza».
Notevoli poi i riferimenti storici: «la Costituzione dev'essere progetto per il futuro, per fare qualcosa insieme su istruzione, lavoro e salute sul modello europeo, non statunitense. La nostra è una delle più grandi ma la più grande è quella tedesca del 1919, poi viene quella spagnola del 1931. Ogni Costituzione ha vita difficile, da noi le riforme degli anni '70 e l'assassinio di Moro (1978) cambiarono il clima culturale».
Fabio Bianchi