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Martedì 3 Aprile 2007 - Libertà

Processo a Jeshua, re dei Giudei

Stasera lettura in Fondazione su testo di Andreoli

PIACENZA - Il processo è una delle vicende umane che affascinano se non altro per la presunzione di arrivare alla verità dei comportamenti. Nel caso di Jeshua re dei Giudei, proclamatosi figlio di Dio, consustanziale al Padre, il processo fu senza appello, la sentenza immediatamente eseguita. Jeshua fu giudicato secondo la legge giudaica, sottoposto alla giurisdizione romana, condannato per la somma di contraddizioni che Egli stesso aveva portato, profezia e sovversione dell'antica legge. Più semplicemente forse Jeshua fu vittima della politica e di un processo orchestrato per arrivare sommariamente alla condanna.
Alla domanda di Pilato: «Cos'è la verità?», l'imputato non rispose o almeno l'evangelista non ne riporta la risposta. Ripercorrere quegli avvenimenti è il tentativo di ricerca della verità proposto all'Auditorium, della Fondazione di Piacenza e Vigevano, questa sera alle 21 su testo di Gian Carlo Andreoli nella lettura di Flavia Cataldo, Paolo Contini, Maurizio Contini, Romano Gromi e Alessandra Ramelli che daranno voce ai protagonisti di allora, il sommo sacerdote Caifa, il procuratore romano Ponzio Pilato, l'apostolo Pietro, in un confronto serrato di intenzioni ed esiti.

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