Sabato 31 Marzo 2007 - Libertà
«Fondi ricerca, Piacenza si candidi»
L'assessore regionale Manzini: occorre attrarre giovani "cervelli"
n miliardo e 150 milioni di euro nei prossimi 6 anni - fondi comunitari e statali - con cui la Regione Emilia-Romagna intende "raddoppiare" gli investimenti in ricerca ed innovazione dei territori, e anche il sistema-Piacenza - Comune, Provincia, rete scolastica, imprese - sarà chiamato al tavolo delle intese per definire le priorità. L'assessore regionale alla Scuola Paola Manzini, intervenendo ieri al Politecnico per un incontro a più voci con il polo universitario piacentino - Politecnico ed Università Cattolica - non fà sconti: «Il nostro tasso di invecchiamento è tra i più alti del mondo, abbiamo bisogno dunque di attrarre giovani "cervelli" per accrescere i processi di innovazione, e pertanto l'evocato tema dell'internazionalizzazione degli atenei che hanno sede a Piacenza risulta cruciale anche per noi». Seconda linea di impegno annunciata (oltre alla disponilità della Regione di fare da ente di tramite con lo Stato affinchè anche le scuole di Piacenza si vedano restituire i 2,8 milioni di euro di mancati trasferimenti per il pagamento dei supplenti), quella del diritto di studio, ovvero le borse di merito. La Manzini annuncia nella sua mattinata piacentina (che l'aveva già vista in visita all'Università Cattolica e al Collegio Morigi) l'imminente intenzione di mettere in cantiere entro l'estate una sostanziale riforma della materia, spostando il focus dalle azioni a favore degli studenti meritevoli (le cosiddette borse di studio, che la Regione Emilia-Romagna di fatto non può attribuire ai nostri universitari, essendo iscritti ad atenei che hanno sede principale lombarda) alle azioni di sostegno all'accoglienza. «Andranno previste risorse aggiuntive al capitolo (che vede oggi 32 milioni di euro annui, ndr.) ma anche a Piacenza l'intenzione è di aprire uno sportello». Ad incontrare ieri l'assessore regionale Manzini erano arrivati il vice sindaco di Piacenza Anna Maria Fellegara, l'assessore provinciale Fernando Tribi, il rettore del Politecnico Giulio Ballio, il prorettore della Cattolica Franco Anelli, con Renzo Marchesi, presidente del Centro per lo sviluppo del polo logistico di Piacenza. I quali, ciascuno dal suo versante, tratteggiano la fotografia di un territorio dotato di tutti crismi perchè Piacenza si fregi del "marchio" di città universitaria, anche se il back-round non è di quelli secolari. La Fellegara ricorda il progetto di realizzare a Piacenza la prima grande azienda di servizi alla persona d'ambito universitario (Collegio Morigi più Fondazione De Cesaris-Nicelli), Tribi, annotando le già positivamente inaugurate esperienze di collaborazione tra Regione, università e territorio (vedi i laboratori Leap e Musp), avverte: «Si può fare meglio, e anche nei settori della formazione e del lavoro il ruolo del nostro polo universitario deve essere determinante». Unanime dai responsabili universitari l'intezione: accreditarsi come polo formativo integrato per fondare a Piacenza la "città della conoscenza".
Simona Segalini