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Lunedì 26 Marzo 2007 - Libertà

«I protagonisti: una bella sfida che arricchisce il curriculum»

Le emozioni dietro le quinte

PIACENZA - Alla fine l'applauso liberatorio è arrivato, mentre il sipario si chiudeva sulle ultime note solenni. Poi tutti in scena per il saluto finale a congedo.
Giorgio Albertazzi, autore e regista applaudiva a sua volta, ringraziando tutti per la collaborazione. «Ho fatto un sogno - dice - Titania la rossa: gli applausi fanno bene, certo, sono abituato agli applausi, ma ancora non so bene se è solo un sogno». Albertazzi inoltre presenterà l'opera domani sera alla trasmissione Markette di Piero Chiambretti, su La7.
Andrea Liberovici fumava in continuazione sotto il portico del teatro: «Poi ho sentito l'applauso e ho buttato la sigaretta - racconta -. Sono contento, liberato... per dire di più, dovrei smettere di fumare».
Gloria Clemente, che ha diretto l'Orchestra della Fondazione Toscanini con autorevolezza: «E' per me un'esperienza importante e gratificante - dice -, il lavoro con i maestri dell'orchestra è stato intenso. Sono grandi professionisti che mi hanno assicurato la loro totale collaborazione. Mi aspettavo una certa diffidenza, lo confesso, trovarsi di fronte un direttore giovane, donna, per chi è solito lavorare con grandi maestri titolati poteva creare un certo imbarazzo, invece l'intesa è stata perfetta e per questo sono loro grata».
Ottavia Fusco, dopo lo spettacolo, si è tolta la rossa parrucca di "Titania". «Sono felice dell'accoglienza del pubblico -ammette la Fusco -.Con Giorgio Albertazzi si fa un lavoro intenso, emozionante per la ricchezza del rapporto che si stabilisce. Lui è un vero maestro. Amo la musica e il teatro insieme, senza preferenze. Qui affronto l'opera lirica per la prima volta con modalità diverse dalla prosa, con continue sorprese. E' una bella esperienza che terrò cara».
Giovanna Beretta ha giocato in casa e s'è sentito nell'applauso finale il particolare apprezzamento per la bella prova sostenuta. «Cantare nel bel teatro della mia città - dice Giovanna - mi dà ogni volta un'emozione particolare. Sono impegnata in un canto non facile, molto acuto. Ma alla fine sono ben contenta dell'impegno e del risultato».
Roberto De Biasio è il cattivo della fiaba, "Oberoni". «Alla fine però mi riscatto e restituisco il bambino - dice sorridendo il giovane tenore -. Questa mescolanza di canto e recitazione mi è nuova, è molto stimolante. Con il regista Albertazzi s'impara tanto, a cantare e a recitare con naturalezza come si dovrebbe sempre fare, del resto. Un'esperienza importante, questa, per un cantante lirico».
Claudio Sgura sarà prossimamente in Attila: «Studio la parte, è per me una grande occasione - dice il baritono - poter passare attraverso esperienze così diverse. Ringrazio la Fondazione Arturo Toscanini per la fiducia accordatami e il magnifico pubblico del Teatro Municipale».
Andrea Porta (basso) ha una parte ingrata nell'opera: «Mi rifarò in Attila - dichiara -, qui m'ammazzano quasi subito. E' pur sempre una bella prova ritrovarsi con un maestro così stimolante come Giorgio Albertazzi».
Il maestro Corrado Casati infine rassicurava i suoi: «Tutto bene: un canto non facile, spesso scoperto, ma è andata bene».
Giuseppina Campolonghi radunava le sue ragazze che hanno animato la scena: «Presto, a casa. Domani si rifà».

Gian Carlo Andreoli

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