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Martedì 27 Marzo 2007 - Libertà

Il "Peer Gynt" di Grieg: inguaribile millantatore

Stasera in Fondazione la riduzione di Pianigiani

PIACENZA - Un millantatore irresponsabile, inesauribile narratore di mirabolanti avventure tutte inventate, eppure a suo modo affascinante, tanto da legare per sempre a sé il cuore puro della bella Solveig.
Con il dramma di Peer Gynt, che verrà rappresentato questa sera alle ore 21 all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, si saldano i due anniversari che la Norvegia ha celebrato in tutto il mondo, per far conoscere meglio il suo maggiore drammaturgo, Henrik Ibsen, e il suo maggiore compositore, Edvard Grieg. Il 2006 è stato infatti l'anno ibseniano, nel centenario della morte dello scrittore; il 2007 è l'anno di Grieg (il programma completo, in inglese, è all'indirizzo internet: http://eng.grieg07.no; gli eventi in Italia, sono segnalati anche sul sito dell'ambasciata di Norvegia a Roma, www.amb-norvegia.it).
Per l'occasione il Conservatorio ha promosso il progetto "Costellazione Grieg", dedicato al musicista e a suoi più importanti colleghi del nord Europa. Curato da Raffaella Riccardi, il ciclo porterà oggi in scena Peer Gynt, tra le "opere italiane" di Ibsen. La iniziò infatti a scrivere a Roma nel 1866, la proseguì poi a Ischia, per concluderla a Sorrento il 18 ottobre dell'anno successivo. All'auditorium di via Sant'Eufemia n. 12, i ruoli femminili verranno interpretati da Ana Spasi, il protagonista Peer Gynt da Cristian Lovato, che sono entrambi allievi di Francesca Garbi.
Le musiche - le Suite n. 1 op. 46 e N. 2 op. 55 e i Lieder - saranno eseguite al pianoforte da Guglielmo Pianigiani (autore anche della riduzione drammaturgica) e, a quattro mani, da Bianca Boffelli e Laura Motta. Voce narrante e regista: Sonia Grandis. Alla preparazione dell'appuntamento teatrale-musicale ha preso parte anche Cristina Frosini. Nell'epistolario di Ibsen, di cui l'editrice Iperborea ha pubblicato una significativa selezione in Vita dalle lettere, a cura di Franco Perelli, lo stesso drammaturgo accenna alla genesi del Peer Gynt, che debuttò come opera musicale nel 1874 al teatro di Kristiania (l'odierna Oslo) e, come rappresentazione puramente drammatica, nel 1886 a Copenaghen. Da Casamicciola lo scrittore si rivolgeva l'8 agosto 1867 all'editore Frederik Hegel, precisandogli che Peer Gynt era una persona realmente vissuta nel Gudbrandsdal, «probabilmente alla fine del secolo scorso o al principio di questo». Le uniche fonti sulle sue gesta si trovavano ormai soltanto nei Racconti popolari norvegesi di Asbjørnsen: «Non molto, per lavorarci, ma ho avuto in cambio tanta più libertà». Il 23 gennaio 1874, da Dresda, è Ibsen a chiedere la collaborazione di Grieg, spiegandogli sinteticamente, atto per atto, come intendesse adattare l'opera. Queste musiche, in particolare il Mattino dalla Suite n. 1 e la Canzone di Solveig dalla Suite n. 2, rimangono tra le pagine più note e universali del compositore, impegnato - come Ibsen in letteratura - nella ricerca di uno stile nazionale, le cui radici attingevano linfa dalla tradizione e dal folclore. Considerato il capolavoro della lirica norvegese, Peer Gynt, nella sua vicenda di menzogne e redenzione, viene accostato al Faust di Goethe. A salvare l'anima incostante e peregrina del seduttore, sarà l'amore devoto e fedele di Solveig. «E' troppo forte per me, colui, perché alle sue spalle vi son delle donne» ammetterà il Gran Curvo, sconfitto dall'affetto della giovane innamorata e di Aase, la madre di Peer.

Anna Anselmi

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