Martedì 27 Marzo 2007 - Libertà
Carta Costituzionale: i possibili ambiti
di un aggiornamento
Oggi conferenza in Fondazione
La Costituzione nasce quando nasce la democrazia. In un momento in cui siamo travagliati da tante voci discordanti, ripercorrere l'itinerario dalla nascita del concetto di Costituzione fino alla Costituzione Europea diventa un obbligo civile.
Da queste considerazioni hanno mosso molte riflessioni di studiosi, volte a legare all'indagine storica e giuridica sulle Costituzioni l'analisi delle problematiche d'attualità, dal processo costituente europeo alla stessa spinosa questione della riforma della nostra Costituzione.
Uno di questi esperti, che non si sono sottratti alle istanze dell'attualità e della problematicità delle tematiche costituzionali, è Maurizio Fioravanti, docente alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Firenze e insigne studioso del costituzionalismo, che sarà a Piacenza, all'Auditorium della Fondazione, oggi alle 16.30 a discutere su "Ambiti e motivi di possibili aggiornamenti della Carta Costituzionale".
Nei suoi studi e nelle sue pubblicazioni (per Il Mulino e Laterza), Fioravanti ha inteso collocare i fondamenti della nostra Carta non solo nel clima politico e intellettuale nel quale ha preso forma nel 1948, ma anche entro il quadro storico dello sviluppo del costituzionalismo moderno, per cui in tale prospettiva va posto, secondo il suo parere, il problema dei mutamenti costituzionali: modificare la Costituzione significherebbe staccarsi, in qualche modo, dalla famiglia delle costituzioni europee sorte dopo il 1945.
I costituenti italiani, inoltre, secondo il costituzionalista fiorentino, ebbero in mente un progetto di libera coesistenza tra soggetti diversi.
L'esperienza del totalitarismo aveva segnato la popolazione italiana che si avviava verso la democrazia, quindi la partita doveva contemplare un avversario, non come durante la politica assoluta, dove questo era stato eliminato. Proprio per questo tra i costituenti si mise in luce la cultura comune della libera coesistenza e, anche se il periodo storico che si attraversava era alquanto critico a causa della guerra fredda, il progetto costituzionale andò in porto. La Costituzione istituisce, dunque, un meccanismo di garanzia per tutti ed un indirizzo fondamentale per il futuro.
Per dare attuazione al progetto i costituenti del 1947 scelsero una forma di governo di tipo parlamentare. Essi scelsero cioè di fondare l'autorità, la legittimazione e l'esistenza stessa del governo, sulla presenza di una maggioranza parlamentare che quel governo esprime e sostiene. Per comprendere bene questa scelta, ed il suo significato storico-politico, è necessario ricostruire la cultura costituzionale dei nostri costituenti, e prima di tutto l'immagine che essi possedevano del Parlamento come luogo di realizzazione del principio democratico di sovranità del popolo. La questione della forma di governo, della maggioranza parlamentare come fondamento del governo, richiama così subito la grande questione della sovranità, del Parlamento come espressione della sovranità popolare.
Ma quale sovranità in concreto, ed entro quali forme e quali limiti? Non si tratta affatto - secondo Fioravanti - di questioni astratte. Al contrario, senza rispondere a queste domande è praticamente impossibile comprendere il significato della scelta italiana per il governo parlamentare, ed ancor più il tipo di forma di governo che in concreto si è avuto nella nostra storia costituzionale repubblicana. Ed infine: senza tutto questo si rimane anche sprovvisti di strumenti seri di analisi nel nostro agitato presente, in cui - com'è noto - proprio a quel particolare tipo di governo parlamentare sono spesso ricondotti molti dei mali che affliggono la nostra Repubblica.
Questo, in sintesi, il tipo di questioni di stringente attualità che saranno sviscerate dal professor Maurizio Fioravanti, nell'ultimo del ciclo di incontri sulla Costituzione della Repubblica italiana, pensato dall'Isrec e dal Cidis per le scuole e la cittadinanza, ciclo che dal contesto storico e dalle culture politiche alla base della nostra Carta costituzionale è passato ad analizzare i principi fondamentali ed ora, appunto, le attuali prospettive. Sarà presente anche l'assessore comunale Paolo Dosi del Comune di Piacenza, che con l'assessorato alla Formazione della Provincia e la Fondazione di Piacenza e Vigevano ha sostenuto l'iniziativa.
FABRIZIO ACHILLI