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Venerdì 23 Marzo 2007 - Libertà

Le scoperte sulle proteine e la loro complessità

Cristiano Viappiani dell'Università di Parma in Fondazione per "I mercoledì della scienza"

La scienza oggi è una frontiera senza fine, la teoria è ormai fatalmente subordinata alla sperimentazione, la ricerca soprattutto laboratoriale diventerà la chiave per comprendere i segreti della materia e dell'universo. E l'altro giorno all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, nell'ambito della seconda edizione de I mercoledì della scienza 2006-'07, a cura del Dipartimento di matematica e fisica del liceo "Respighi" e dell'Associazione amici del liceo Respighi, Cristiano Viappiani nella conferenza Proteine efficienti: una forma perfetta da raggiungere in fretta - moderatori il medico senologo Giorgio Macellari e la curatrice Teresa Rulfi Sichel - ha illustrato la complessità non solo chimica e biologica ma anche fisica delle proteine.
«Le proteine costituiscono una disciplina attualissima al punto che, in analogia a genomica, il termine proteomica - ha esordito Macellari - è stato coniato non più di dieci anni fa e studia le proteine del nostro organismo».
Viappiani - docente all'Università di Parma, editore associato, referee per riviste internazionali, in contatto con ricercatori di Germania, Usa, Israele e Regno Unito - ha preliminarmente sottolineato come «la scienza abbia perso i confini e le scienze di frontiera sono diventate sempre meno disciplinari, interagiscono sempre più tra loro. La biologia è diventata una scienza quantitativa, richiede descrizioni, vuol fare previsioni, test, prove».
Scendendo nel dettaglio con immagini fortemente didattiche il relatore ha spiegato conformazione delle proteine, molecole dalle dimensioni infinitesimali ma dalla complicatissima struttura tridimensionale visivamente ben evidenziata sullo schermo, poi importanza di emoglobina e degli enzimi per velocizzare certe reazioni chimiche. Le cellule che hanno al loro interno le proteine comunicano tra loro, trasportano i ligandi (gruppi atomici) attraverso i globuli rossi che hanno a loro volta elevata concentrazione proteica. Le proteine contengono poi circa venti amminoacidi uniti con legame peptidico molto sottile ed ogni amminoacido ha particolari caratteristiche (idrofobico, idrofilo ?) e si muove in continuazione secondo precise sequenze dinamiche. E non trascuriamo l'importanza del ribosoma formato anch'esso da proteine ed RNA. Solo grazie a potentissimi microscopi elettronici gli studiosi sono riusciti a comprendere recentemente il funzionamento delle proteine, in particolare il loro velocissimo assemblaggio.
Con Viappiani lezione interessante, dunque, perché salute e benessere sono oggi argomenti sempre più sentiti ma necessitano però di ricerche continue e sistematiche.

FABIO BIANCHI

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