Lunedì 19 Marzo 2007 - Libertà
Fois, dalla Bibbia alla rivolta operaia.
Un testo in versi ispirato a un dipinto di Ghittoni.
Nel Salone d'onore della Galleria Ricci Oddi ultimo incontro del ciclo "Scrivere l'arte"
Si è conclusa ieri alla Galleria d'arte moderna Ricci Oddi la quinta edizione della rassegna Scrivere l'arte ideata e curata dal direttore Stefano Fugazza. Per quest'ultimo incontro l'ospite è stato Marcello Fois, scrittore sardo di nascita ma bolognese d'adozione ormai da molti anni - proprio nel capoluogo emiliano ha infatti costituito con Carlo Lucarelli e altri la principale scuola del giallo italiano contemporaneo - che ha scelto come spunto per scrivere il suo testo il Giovane operaio che riposa, olio su tela del 1879 di Francesco Ghittoni.
Il caso di Fois scrittore è un caso molto interessante: riconosciuto come un maestro indiscusso della narrativa di genere contemporanea, consulente e sceneggiatore per serie come Distretto di polizia, ha da sempre dimostrato però di essere uno scrittore impossibile da incasellare, interessato alla storia e alla tradizione della sua terra e capace di renderle sulla pagina in maniera realistica e avvincente. Nel 2006 ha pubblicato con Einaudi due libri importanti: nella collana dei Supercoralli Memoria del vuoto, il romanzo sulla vita e le molte morti di Samuele Stocchino, che la leggenda del banditismo sardo battezzò "la tigre d'Ogliastra", figlio devoto, giovane innamorato, eroe di guerra e insieme bandito spietatissimo, mentre nella collana di Poesia L'ultima volta che sono rinato, serie di poemetti che rievocano i grandi poeti e scrittori amati da Fois. Questo a dire come Fois sia proprio scrittore completo, che sa rinnovarsi a ogni prova.
Così ieri mattina del Salone d'onore della Galleria Fois ha raccontato Giovane operaio che riposa con un testo in versi, come in precedenza aveva fatto solo Giulio Mozzi durante il secondo ciclo. E in questo suo nuovo poemetto intitolato La scala di Giacobbe Fois ha saputo rievocare il patrimonio scritturale (con nomi come Giacobbe, Rebecca, Isacco, Esaù) coniugandolo con gli ideali della rivolta operaia, giustizia e uguaglianza. Così nel finale "Giacobbe racconta della scala, / che porta nella beatitudine del pane quotidiano / e racconta della sua infanzia guerreggiata / e dell'inganno delle lenticchie / e del fratello che lo odia? / Ora la storia racconta che la fabbrica / è tutta un fervore di scontento / e Giacobbe che ha abitato l'Utopia / presiede e incarna lo scontento. / Finché non arriva l'Angelo". Ma l'Angelo parla con Giacobbe che guida la rivolta e lui si accascia a terra stremato, proprio come vediamo nella scena dipinta da Ghittoni.
Il ciclo di incontri Scrivere l'arte, posto sotto il patrocinio dell'assessorato alla cultura del Comune di Piacenza, si è svolto anche grazie all'impegno profuso dal Lions Club Sant'Antonino e dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. Quest'ultima realtà è quella che permette di stampare i volumetti che raccolgono i racconti letti durante i cicli di Scrivere l'arte nella collana dei Quaderni della Ricci Oddi. A tal proposito è ormai stampato il libro che contiene i racconti del ciclo precedente (i cui protagonisti erano Andrea Bajani, Ivano Bariani, Maurizio Matrone, Mauro Molinaroli e Alcìde Pierantozzi) e verrà presentato domenica prossima, come di consuetudine alle 10.30, in una ideale prosecuzione di questi momenti di incontro.
GABRIELE DADATI