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Giovedì 15 Marzo 2007 - Libertà

Nel suo "Post atomic rodeo" Paladino, testimone della dimensione epica dell'America

PIACENZA - I film western hanno riscritto un'epopea, segnato un'epoca, idealmente accompagnato più generazioni in fantastiche scorribande nel tanto mitizzato lontano ovest, ammiccante Eldorado ma anche avventura libertaria talora inconclusa, ricerca di tranquillità lontano o dalla turbolenta Europa o dalla triste Asia.
Ed è stimolante rivivere quel folcloristico mondo con sensibilità odierna, in clima di riflusso e globalizzazione, come ha fatto nel video Post atomic rodeo il piacentino Francesco Paladino che ha rivisitato criticamente, all'insegna di romanticismo e nostalgia, scene di rodeo, uno degli emblemi e dei momenti di maggiore intensità di quel West da noi vissuto attraverso o spettacolari film o qualche intelligente documentario.
Proiettato nei giorni scorsi all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, moderatore Stefano Fugazza, direttore della galleria d'arte moderna "Ricci Oddi", è stato occasione di confronto non solo dialettico con l'America dei primi film western, uno in particolare, The man from Utah (1937), protagonista il cow-boy per eccellenza, John Wayne, allora giovanissimo. Paladino infatti si è recato in America, proprio nella location dove girarono quel film e là ha effettuato alcune riprese della durata di pochi minuti propedeutiche al video Post atomic rodeo anche per dare un senso storico e letterario ad un interessante volume di un grande - poco conosciuto però in Italia - scrittore americano, Cormac McCarthy, autore fra l'altro di Cavalli selvaggi (Einaudi).
«Il film vero e proprio invece - ha detto Paladino -, della durata di circa un'ora, è nato dopo varie traversie in America con produzione francese, è tutto in lingua originale con musiche di due valenti artisti americani, Matthew De Gennaro e Gayla Drake Paul».
Per Fugazza «prevale una dimensione epica, contemporanea dell'America che così sembra buona, in altre parti no ma sono importanti l'avventura, la ricerca, il voler inventare, scoprire o riconfermare la Video art».
Paladino ritrae soprattutto scene di rodeo che, come la corrida in Spagna, in America è una titanica sfida dell'uomo alla forza della natura, degli animali da addomesticare, quasi un rito laico, una solenne festa pagana dove l'ardimento dell'homo novus americano del '900 diventa emblema di indipendenza, coraggio, volontà di affermazione.
«E' un documentario - ha continuato Fugazza - sui generis per uso del colore e taglio delle riprese e poi è un luogo fuori dal mondo che basta a sé stesso per la fierezza americana».
Importante poi il ruolo della musica «molto riflessiva, dal ritmo lento, come quadri in movimento, per fissare l'attenzione su certi particolari».

fa. bi.

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