Domenica 4 Marzo 2007 - Libertà
Municipale Stasera la Filarmonica Toscanini ed il famoso violoncellista Maisky Dvorak, esuberanti note
Il direttore Rizzi: «E' un brano celeberrimo»
Piacenza - Dopo il successo ottenuto l'altra sera dall'Orchestra giovanile "Luigi Cherubini" diretta dal maestro Riccardo Muti, la Stagione concertistica del Teatro Municipale, curata dalla Fondazione Arturo Toscanini, prosegue stasera alle 21 con un appuntamento altrettanto significativo.
In scena stavolta ci sarà la Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Carlo Rizzi. Il famoso violoncellista Mischa Maisky eseguirà il Concerto in la minore op. 129 di RobertSchumann.c
Gli altri brani in programma sono l'Ouverture dall'opera "Russian e Ludmilla" di Mikhail Glinka e la Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 "Dal Nuovo Mondo" di Antonin Dvorak.
Direttore di fama internazionale, Carlo Rizzi svolge una intensa attività sia in ambito sinfonico che operistico. Ha collaborato con i più importanti teatri dìEuropa, Stati Uniti, Giappone, Asia e Australia e ha diretto complessi di prestigio come la Los Angeles Philharmonic, la Philadelphia Orchestra, le orchestre sinfoniche di Chicago, St. Louis, Dallas e Atlanta, la Montreal Symphony Orchestra, la London Symphony, London Philharmonic, Philharmonia and Royal Philharmonic, la Bbc Symphony Orchestra, l'Orchestre National de France, l'Orchestra di Radio France, la NDR Symphony Orchestra Hamburg, la Rotterdam e la Netherlands Philharmonic Orchestras, la Czech Philharmonic, la Stockholm Philharmonic e la Gothenburg Symphony Orchestra, la Sydney e la Melbourne Symphony Orchestra, la Israel Philharmonic Orchestra.
In Italia collabora con diverse orchestre tra cui la Filarmonica della Scala, l'Orchestra Sinfonica di Milano "Giuseppe Verdi" e l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. E' stato inoltre direttore Musicale della Welsh National Opera di Cardiff dal 1992 al 2001, nomina che gli è stata rinnovata nell'agosto 2006 ed è Rizzi è inoltre direttore ospite principale del Teatro Comunale di Bologna. Nel suo curriculum, sono presenti anche importanti registrazioni.
Direttore, come si trova a lavorare con Maisky e la Filarmonica Toscanini?
«Siamo già stati applauditi, quindi bene. Il mio è un ritorno: ho diretto la "Toscanini" la prima volta che ho vinto il concorso, nel 1985. Ero molto giovane, quindi, sono lieto di tornare sul podio. E' un'orchestra di professionisti molto disponibili a lavorare».
Maisky faceva notare come Schumann sia diverso a seconda della serata e dell'orchestra.
«E' vero, ogni concerto è diverso e dipende anche dalle orchestre. Quelle italiane riflettono la personalità italiana, quelle anglossasoni, ad esempio, sono molto veloci e preparate ma forse più "fredde". O meglio, il nostro temperamento è più "caldo" e questo aspetto ha certamente un suo peso».
Il pubblico piacentino ha appena applaudito la "Cherubini" diretta da Muti nella Sinfonia n. 5 di Dvorak, lei propone la Sinfonia n. 9. Quali caratteristiche hanno?
«Tracciare un parallelo particolare è un po' difficile, ma avendo diretto anche la N. 5 posso dire che sono entrambe belle e diverse. La Quinta è più intima da ascoltare, l'altra più esuberante. L'elaborazione di Dvorak è stupefacente, si nota uno sviluppo tra le due. La Nona è poi molto nota, il tema del corno inglese nel Secondo movimento è diventato un must».
Eleonora Bagarotti