Domenica 4 Marzo 2007 - Libertà
«Dobbiamo rinnovare l'insegnamento musicale»
Per Muti laurea ad honorem dall'università di Siena
E prima ad Arezzo un altro trionfo con la "Cherubini"
AREZZO - «Non basta mettere un piffero in bocca ad un bambino e fargli uscire suoni più o meno piacevoli, per insegnare la musica. La musica è armonia ed è questo che si deve insegnare. Un'armonia nella quale nessuno strumento supera l'altro, ma tutti concorrono ad un solo fine». È stata una lezione magistrale sicuramente non convenzionale quella che ieri mattina Riccardo Muti ha tenuto ad Arezzo, in occasione della consegna della laurea honoris causa in Letteratura e spettacolo da parte della facoltà di Lettere e filosofia nella sede aretina dell'università di Siena.
«Sono particolarmente felice e commosso di ricevere la laurea honoris causa nella città che ha dato i natali a Guido Monaco che ha dato un nome alle note musicali», ha esordito Muti (tra i presenti anche l'assessora ai Teatri nonché vicepresidente della Fondazione Cherubini, Giovanna Calciati) Il maestro ha ricordato le sue origini napoletane ed ha scherzato sul significato di "maestro", citando aneddoti della sua gioventù. Ma la parte sicuramente più interessante è arrivata quando ha criticato l'insegnamento della musica nel nostro Paese. Nel suo discorso sulla necessità di insegnare «l'armonia», Muti si è anche avvalso di un esempio in politica. «Nella musica - ha spiegato - è come nella politica, c'è una maggioranza ma c'è anche una minoranza e tutte e due devono collaborare per ottenere il bene comune». Muti ha ricordato le sue origini napoletane e le sue frequentazioni pugliesi ed ha rivendicato all'Italia un ruolo preminente nel panorama musicale internazionale. Un ruolo troppo spesso dimenticato che altri Paesi ricercano senza averne i titoli. Muti ha anche ricordato le qualità e la passione dei suoi maestri e proprio seguendo quegli insegnamenti ha deciso di dar vita all'Orchestra giovanile Cherubini attraverso la quale sta tentando di trasmettere le sue conoscenze ai giovani perché il patrimonio accumulato in tanti anni di carriera non vada disperso.
E proprio l'altra sera ci sono stati momenti irripetibili, atmosfere che trasformano i pensieri e le emozioni in un distillato dello spirito ed in un arricchimento dell'anima. Il privilegio è toccato al pubblico di Arezzo che ha potuto assistere al concerto della "Cherubini" con Muti nella cornice della suggestiva basilica di San Francesco che custodisce tra l'altro un celeberrimo ciclo di affreschi di Piero della Francesca. In programma il Concerto in La minore per violoncello e orchestra di Schumann (solista Johannes Moser) e la Sinfonia n. 4 "Tragica" di Schubert. Tempio gremito (un maxischermo era allestito nella vicina chiesa di San Domenico, anch'essa straripante di folla) e trionfo finale per la "Cherubini" e Muti cui è stato consegnato il premio "Il Filarmonico" 2006.
La tappa ad Arezzo era la prima della tournée che, partita dal Municipale di Piacenza porterà la "Cherubini" fino a Salamanca.