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Martedì 27 Febbraio 2007 - Libertà

Ricerca oncologica piacentina "sbarca" negli Usa

Studio sul carcinoma gastrico dell'equipe di Cavanna scelta dall'American Journal of Clinical Oncology

Un lavoro di ricerca coordinato dal Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell'Azienda USL di Piacenza è stato pubblicato sull'autorevole rivista scientifica statunitense: American Journal of Clinical Oncology.
«Il carcinoma gastrico - evidenzia il professor Luigi Cavanna, coordinatore della ricerca - rimane la quinta causa di morte per tumore nonostante la sua incidenza in Europa ed America sia in diminuzione negli ultimi anni. In tutti i Paesi l'incidenza e la mortalità sono circa il doppio nei maschi rispetto alle femmine; per quanto riguarda l'Europa, i più alti tassi di incidenza si registrano in Portogallo, Italia, Germania e Spagna, mentre una minore incidenza si evidenzia in Francia, Danimarca e Grecia».
«La cura di questo tumore - continua Cavanna - si basa su tre presidi fondamentali: chirurgia, radioterapia, chemioterapia, che possono essere utilizzati anche in combinazione. Tuttavia i risultati globali delle cure non sono ancora soddisfacenti perché spesso la diagnosi è tardiva ed il tumore viene evidenziato quando è già in fase avanzata e non può essere operato in modo radicale, trattamento che può permettere la guarigione definitiva; da qui gli sforzi da un lato della prevenzione e della diagnosi precoce e dall'altro dell'affinamento delle cure farmacologiche per le persone che si presentano con tumore in fase avanzata e non più passibile di trattamento così detto locoregionale, quali la chirurgia e/o la radioterapia».
«La ricerca - viene rilevato - in oggetto riguarda la messa a punto di un protocollo di cura chemioterapico per pazienti con malattia già avanzata all'esordio o in ricaduta dopo l'intervento chirurgico. Alla ricerca hanno partecipato oltre ai medici del Dipartimento di Oncologia di Piacenza, altri Centri quali l'Ospedale di Carpi (Modena), la Fondazione Poliambulanza di Brescia, L'Oncologia di Latisana (Udine). Il protocollo di cura prevede l'utilizzo di tre farmaci in combinazione, due sono farmaci "storici": il fluorouracile e l'acido folinico associati a un farmaco nuovo derivato dal platino. Con questo schema di cura è stato ottenuto un tasso di risposta molto buono: 42,9% in termini di regressione (parziale e totale) della malattia; più il 35,7% in termini di stabilizzazione di malattia. Il trattamento è stato inoltre molto ben tollerato dai pazienti. Questi risultati erano stati presentati precedentemente in forma parziale a due Congressi dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) a Chicago ed a S. Francisco, il fatto che ora siano stati accettati per la pubblicazione definitiva sull' American Journal of Clinical Oncology ci rende felici» continua Cavanna. «Infatti, mentre una comunicazione ad un Congresso viene sottoposta ad una revisione più approssimativa e meno selettiva, un articolo che compare su una rivista internazionale di prestigio, viene accettato solo dopo revisione da parte della redazione e dopo l'accettazione di esperti il cui giudizio rimane coperto dall'anonimato e dopo estenuanti richieste di modifiche e risposte a quesiti non facili. Inoltre pubblicare su riviste internazionali selettive permette al Centro di essere parte attiva della ricerca clinica e quindi come ricaduta pratica di curare al meglio i pazienti».

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