Sabato 17 Febbraio 2007 - Libertà
Municipale - Lunedì e martedì prosa con "Delitto e castigo"
Negli abissi dolorosi di Dostoevskij
con un re di scena, Glauco Mauri
Sul palco anche il piacentino Mino Manni
PIACENZA - Dopo una lunga tournée, sostenuta da grande successo di pubblico e critica, arriva a Piacenza quello che si preannuncia come uno degli appuntamenti più interessanti della stagione di prosa Tre per Te, organizzata da Teatro Gioco Vita: lunedì e martedì alle 21 al Teatro Municipale va in scena Delitto e castigo, lo spettacolo che Glauco Mauri ha tratto dall'omonimo romanzo di Dostoevskji, vincendo la sfida di portare sulla scena un materiale testuale ampio e complesso, non teatrale, ancorché permeato di una certa "teatralità" celata nelle pieghe della trama. Il capolavoro dostoevskiano, infatti, immerge in un'atmosfera da thriller psicologico il viaggio di espiazione dal delitto al castigo compiuto da un giovane di fervido intelletto e acuta sensibilità, Raskolnikov, che, ossessionato da un astratto ideale di giustizia, secondo il quale un uomo superiore può arrogarsi il "diritto al delitto", progetta minuziosamente ed esegue l'omicidio di una vecchia usuraia. Dopo l'assassinio cade in uno stato di prostrazione e di delirio, in cui le immagini dell'uccisione si mescolano al terrore di essere scoperto; non potendo serbare in una angosciosa solitudine il proprio terribile segreto, sceglie di confessarlo a una giovane prostituta, Sonja, vittima dell'ingiustizia sociale e emblema della sacralità della sofferenza umana, la quale, sicura della sua fede, indica nell'espiazione la luce salvifica della redenzione.
Glauco Mauri, autore della traduzione e della riduzione teatrale, nonché regista dello spettacolo, offre una lettura che privilegia l'analisi del rapporto fra Raskolnikov e il giudice Porfirij Petrovic, chiamato a indagare sul delitto, senza tuttavia trascurare il fondamentale legame di Raskolnikov con Sonja. Entrano così in gioco tematiche politiche, filosofiche, religiose ed esistenziali di valore universale: come sottolinea Mauri nelle note di regia «il dramma di Raskolnikov e la solitudine misteriosa di Porfirij ci fanno scoprire verità che tutti abbiamo sepolte dentro di noi. Siamo perfettamente consapevoli di quanto sia impossibile trasferire dalla pagina scritta al palcoscenico tutte le complessità di un capolavoro come Delitto e castigo, così ricco di personaggi e di storie che si intersecano fra di loro. Nel nostro lavoro abbiamo quindi cercato di raccontare la discesa negli abissi dell'uomo concentrandoci sull'idea originale di Dostoevskij dalla quale si è poi sviluppato tutto il romanzo: il resoconto psicologico di un delitto! L'abbiamo fatto con profondo rispetto ma anche con la libertà (non devastante) di interpreti che ci ha trovato in profonda armonia con la sconvolgente attualità del racconto: l'insensatezza del delitto di Raskolnikov è la stessa dell'uomo di oggi - basta guardarsi intorno!».
Nei panni del giudice istruttore Porfirij Petrovic Glauco Mauri offre un'interpretazione memorabile; accanto a lui, Roberto Sturno, interprete di Rodion Romanovic Raskolnikov; nel cast - accanto a Cristina Arnone (Sonja Marmeladova), Simone Pieroni (Kock) e Odoardo Trasmondi (Ilja Petrovic) - il piacentino Mino Manni (nelle vesti di Dmitrij Rasumichin, la'mico di Raskolnikov), che torna in scena nella sua città dopo oltre 15 anni di assenza - nel 1991 recitò al Municipale ne La vita è sogno, diretto da Massimo Castri.
Glauco Mauri, Roberto Sturno e la compagnia di Delitto e castigo incontreranno il pubblico piacentino martedì alle 18 al Ridotto del Teatro dei Filodrammatici, per il consueto appuntamento del ciclo di incontri Ditelo all'attore, coordinato dal critico teatrale Enrico Marcotti e organizzato da Teatro Gioco Vita con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Chiara Merli