Giovedì 15 Febbraio 2007 - Libertà
Incontro con la poesia di Giovanni Zilioli: la ricerca, i viaggi, l'interrogarsi tormentato
L'evento
Lunedì 5 febbraio presso l'auditorium della Fondazione si è svolto l'evento "Incontro con la poesia," una presentazione con l'autore Giovanni Zilioli, a cura del Rotary. Invitata da un amica ho condiviso la serata, l'entusiasmo mi porta a sottolinearne l'intensità. Ho letto di Zilioli alcuni articoli su Libertà, spesso mi sono trovata in sintonia con gli argomenti trattati, ma se tutto finiva "lì"... da quella sera inizia "qui". Sono rimasta colpita dal personaggio schivo, così poco mediatico, un uomo introspettivo, affascinante per quel pudore antico di non voler vendere con facilità e con il consueto "bla bla bla" il senso della "parola". Un uomo che in questo quotidiano, fatto di rumori storditi e di superficialità, ha il coraggio di parlare attraverso la poesia, catturando l'anima dei presenti. Una serata dove l'orologio non scandisce il trascorrere dei minuti, perché tutto quello che ascolti serve a te, all'arricchimento della tua vita.
Sono rimasta affascinata da questa sua ricerca, dai suoi viaggi, protratto verso un'orma, un impronta che lo conduca all'origine, dell'interrogarsi tormentato, dove può condurre quell'inizio, quella sorgente che poi avrà fine. Il mistero della morte, che ti fa vivere con più consapevolezza la vita, una presenza quella della morte, sottile, respirata, portata addosso; come il verso finale di una sua poesia tratta da: Parole dall'Esilio: E se la Vita fosse nella Morte, anzi: e se la Morte fosse Vita? Vivere, con il progetto di essere un po' dignitoso, l'elogio alla fatica del lavoro che c'è dietro alla parola poesia, scavare dentro se stessi, l'elaborazione di un fatto che può apparire banale, ma che gestito dalla mente né esce modellato, come lo scultore plasma la materia, come il pittore dipinge a sfumature, così il poeta decanta l'autenticità del frammento e lo dona... a chi lo vuole ascoltare.
Una serata di Bellezza, con riferimenti a Giotto ai grandi artisti che interrogandosi sul senso della vita e dell'essenzialità, ci hanno trasmesso le loro testimonianze, senza morire mai... Non sono le risposte che alimentano e nutrono... ci ha raccontato, ma la continua ricerca, il fermarsi a pensare, prendendo in mano la propria vita, trovando il tempo per raccogliere i pensieri senza consumarli. Sono contenta di esserci stata, con la convinzione che nulla capita per caso, ma per un susseguirsi di intrecci voluti e desiderati, è stata una serata magica da mettere in cornice. Un grazie senza fine al Poeta, per lo stupore e la meraviglia del dono ricevuto.
WANDA RONCHETTI