Giovedì 15 Febbraio 2007 - Libertà
«Coinvolgere il sindacato nell'azienda-salute»
La richiesta di Cgil, Cisl e Uil di partecipare al percorso costitutivo
Dopo l'annunciata fusione di quattro Ipab cittadine nella nuova Asp prevista dalla legge
Fusione delle Ipab e creazione dell'Azienda di Servizi alla Persona (Asp): i sindacati dei pensionati chiedono di essere attivamente coinvolti nel percorso di stesura dello statuto che disciplinerà l'attività dell'Asp, destinata a diventare operativa con il primo gennaio 2008.
Il richiamo di Franco Sdraiati (Spi Cgil), Aldo Sckokai (Fnp Cisl) e Daniele Libè (Uilp) arriva sull'onda delle dichiarazioni di Luigi Rabuffi, presidente della casa di riposo Vittorio Emanuele, tra le quattro Ipab cittadine coinvolte (insieme agli Ospizi Civili, il Pio ritiro Santa Chiara e la Fondazione Pinazzi Caracciolo) nella minirivoluzione del Welfare sancita dalla legge 328 del 2000, e dalla successiva declinazione regionale numero 2 del 2003. La normativa infatti ha previsto la trasformazione delle Ipab, istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, in Aziende Pubbliche oppure in Fondazioni ed associazioni a carattere privato. Piacenza un anno e mezzo fa ha optato per la prima soluzione, attivando un tavolo di confronto provinciale, coordinato dall'assessore Paola Gazzolo, che ha rappresentato un'esperienza assolutamente positiva, come hanno sottolineato i tre segretari.
«La creazione dell'Asp del distretto urbano non è avvenuta per caso - sottolinea Sdraiati -, ma ha visto un confronto molto serrato, con la Provincia a svolgere un ruolo di regia, conclusosi con la decisione di costituire un'Asp in ogni distretto del nostro territorio. Non è un risultato da sottovalutare: in altre province della regione è andata diversamente. Per questo motivo chiediamo che il tavolo resti aperto e accompagni la fase successiva che porteranno alla costituzione dell'Asp. Come pensionati vogliamo dare il nostro contributo: chiediamo il miglioramento e l'ampliamento dei servizi, il contenimento delle rette Occorre quindi mantenere aperto il tavolo di confronto, e creare insieme lo statuto, con la partecipazione dei quattro presidenti delle Ipab cittadine. Vogliamo fare la nostra parte, anche sotto l'aspetto più prettamente sindacale, ad esempio sul personale».
«Non ci stiamo: è stato avviato questo processo senza coinvolgere il sindacato - aggiunge Aldo Sckokai -. Sia chiaro: questa nuova azienda non sarà dedicata solo agli anziani, ma sarà multiservizi (come richiesto dagli stessi sindacati durante il percorso preliminare di confronto, ndr). Una volta attivate, con il primo di gennaio 2008, rappresenteranno i soggetti a cui i Comuni commissioneranno i servizi sociali. La fusione di quattro realtà distinte e dei corrispettivi consigli di amministrazione consentirà inoltre - fa notare Sckokai - un deciso contenimento delle spese». «Il tentativo di unificare le Ipab nasce da molto lontano - ribadisce Daniele Libè -: da una esigenza specifica del sindacato, che contestava il continuo aumento delle rette. Stiamo adesso cercando di capire se esiste davvero la volontà politica di portare fino in fondo questo percorso, che vede ancora tra gli ostacoli il conferimento delle - consistenti - proprietà immobiliari delle Ipab nel patrimonio comune dell'Asp».
Paola Pinotti