Lunedì 12 Febbraio 2007 - Libertà
Giovanni Zilioli: il richiamo
ai valori che contano
Incontro con il poeta e scrittore
Conosco Giovanni Zilioli da parecchio tempo ed apprezzando il suo modo di scrivere per i sentimenti che sa suscitare leggendolo, ne sono diventata non solo amica, ma anche grande ammiratrice.
Un paio di anni fa scrissi di un incontro, tenutosi a Fiorenzuola presso il ridotto del teatro Verdi, il cui tema era la presentazione del suo libro di poesie: "La compassioni dei vinti" nel quale, l'ormai noto scrittore e poeta con una rima chiara, scorrevole, senza alcun ermetismo e con significati profondi racconta le sue radici, radici contadine, come quelle della stragrande maggioranza degli abitatori del globo terrestre, da Adamo ai giorni nostri.
Una rima capace di suscitare in tutti (anche in chi non abbia troppa dimestichezza con l'alta cultura) sentimenti che, elevano lo spirito a cieli meno bui di quelli che oggi incombono sulla triste realtà quotidiana, ma anche di sottile nostalgia per i tempi che furono. L'incontro ben organizzato vide una larga partecipazione di gente di ogni estrazione e gli applausi non mancarono proprio.
Ora leggo che il "Rotary Club Piacenza" ha organizzato un incontro presso la Fondazione di Piacenza Vigevano per parlare di poesia nelle sue corrispondenze con l'arte figurativa e per presentare un'antologia delle opere di Giovanni Zilioli, cui fanno da contrappunto le carte di Luciano Tinelli (che già ebbi modo di ammirare nella bella mostra nella sala delle rotative, qualche tempo fa ). Il bel volume "Le stagioni di una lingua", non può essere che un premio di grande prestigio per lo squisito poeta Zilioli e per il bravo pittore Luciano Tinelli, tanto più che tutti e due, riservati come sono, non sono certo artisti che cercano la popolarità a tutti i costi.
Oltre che poeta Giovanni Zilioli è anche scrittore di indubbie capacità. Il suo libro "Sotto i cieli del Tibet" scritto per raccontare un suo viaggio in bicicletta attraverso gli aridi, grandiosi e spettacolari scenari di montagne (5000 metri sul livello del mare) ai piedi dell' Himaiala, dal Tibet al Nepal, dovrebbe essere fatto conoscere in tutte le scuole, dalle medie in su, non solo geograficamente parlando, ma anche per le connotazioni antro-socio-psico-filosofiche di un popolo con molta dignità, ma povero di tutto, che in quelle zone,al limite del mondo deve vivere, senz'altro aiutato da una religiosità cristiano-buddista.
Fu tanto il coinvolgimento che provai leggendolo (mi pareva di essere anch'io compagna di viaggio e per me fu un piacere non da poco, perché pur amando viaggiare non lo posso più fare ) che a Natale ne feci oggetto di dono augurale per diversi amici. Una volta letto tutti condivisero il mio giudizio.
Conservo anche diversi articoli che uscirono, a suo tempo,su "Libertà", perché spaziavano su tutte le problematiche che ancora oggi sono di grande penosa attualità. Varrebbe la pena di raccoglierli in un altro libro. Quasi per miracolo mi è stato possibile essere presente all' incontro organizzato lunedì 5 febbraio.dal "Rotary" per l'aiuto di due care amiche.
Alla luce del dopo mi sarebbe proprio dispiaciuto non esserci stata.Tutti gli oratori ( di alto livello culturale ), con le loro argomentazioni sull'opera che stavano presentando "Le ragioni di una lingua" hanno coinvolto, i numerosi presenti,ad un livello così elevato di anima e cuore che, il detto "non si sentiva volare una mosca" vi si attaglia perfettamente, tanto era il silenzio ieratico che regnava nella gremita platea.
Silenzio che è durato per ben due ore, senza alcuna interruzione, perché le cose da dire erano tante per poter far conoscere le ragioni profonde ispiratrici di una così bella iniziativa di inserire fra i tanti altri "service" questa prestigiosa antologia per far conoscere un poeta, scrittore e filosofo vero che, senza fronzoli di sorta, ha dedicato la parte più bella della sua vita per richiamare l'umana stirpe ai valori che contano, se vuole salvarsi dal collasso che incombe su tutto l'universo. Le poesie lette anche allo stesso poeta hanno riscosso applausi a non finire, segno evidente che la gente ha ancora bisogno di alimentare lo Spirito non di solo pane vive l'uomo.
Molto pertinente il motto "la bellezza salverà il mondo". Mi fermo qui, ma non posso non ringraziare il "Rotary Club Piacenza" per averci regalato la possibilità di condividere questo prestigioso riconoscimento ad un poeta tanto bravo , ma altrettanto schivo, come del resto sono tutti i poeti veri. Grazie quindi al professor Giorgio Barberi Squarotti (venuto da Torino); al professor Giuseppe Carella (figlio del notissimo poeta dialettale); al professor Domenico Ferrari (docente universitario); al profesor Stefano Fugazza, perfetto coordinatore (direttore Galleria Ricci Oddi) nonché al professor Mauro Gandolfini, presidente del "Rotary" e al dottor Giacomo Marazzi, presidente della Fondazione Piacenza Vigevano e naturalmente a Giovanni Zilioli con l'auspicio di una lunga e feconda ispirazione poetica. Ad un prossimo incontro.
ANNA PRATI ZANI