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Giovedì 8 Febbraio 2007 - Libertà

«C'eravamo tanto amati»
Piacentini Uniti, l'ultimo braccio di ferro

Si erano tanto amati. Ora non più. E se il divorzio ancora non arriva è già nei fatti. Si erano amati una volta, quando dalla società civile di area progressista spuntavano uomini e donne motivati, la testa di diamante dei Piacentini per Reggi a sostegno di un candidato sindaco nuovo e giovane.
Poi l'entusiasmo si stempera, la forza progressista diventa semplicemente i Piacentini Uniti, con una prima presa di distanza del nome dal suo portacolori. Uniti non lo sono più da un pezzo i "Piacentini" su quel candidato diventato sindaco e che ha governato cinque anni. Non piacciono - all'ala dissenziente - i suoi modi ritenuti poco partecipativi su temi importanti, specialmente urbanistici, si aggiungono incomprensioni personali ormai incrostate.
E in vista del voto di maggio, proprio l'anima più dialettica, impersonata dal coordinatore e leader storico Lorenzo Boscarelli, vuol salvare, con un guizzo proporzionalista, la natura civica e indipendente della lista, dandole un proprio e diverso candidato sindaco alle prossime Comunali. Sua la mozione di "sfiducia" a Reggi presentata ai voti l'altra sera in una seduta che doveva essere ultimativa e che invece ha spaccato a metà, 13 contro 13, gli aderenti al movimento. Si vuol affermare libertà d'azione, non per allontanarsi dal centrosinistra - spiega Boscarelli - ma per riagganciarsi al secondo turno, da una posizione si spera di maggior forza e incisività nel trattare con lo stesso Reggi. Ammesso che il sindaco non se lo leghi al dito questo dissenso dei suoi. Ammesso che gli elettori capiscano.
L'anima invece più organica a Reggi - a partire dal vice-sindaco Anna Maria Fellegara - è quella che ne ha condiviso scelte e percorsi, che ritiene di dover mantenere coerente il proprio ruolo d'affiancamento (semmai siano gli altri ad uscire dal gruppo, è la posizione), confluendo - alla prova elettorale - nelle liste del centrosinistra o in una civica subito pro-Reggi, ma già incline allo spirito unitario del futuro, costituendo partito democratico.
Alla fine, come nei divorzi, resta solo da capire chi si tiene nome e simbolo.
Una faccenda interna, un caso politico, una storia di aspettative deluse e di caratteri non facilmente conciliabili. Ma dove Reggi - salvo smentite - resta per tutti o quasi il punto d'arrivo, al primo o al secondo turno.
Molte telefonate nostre per capire e sapere di più, insistenze, qualche imbarazzato diniego, insomma, alla fine è stato difficile fendere la consegna del silenzio - segno che qualcosa si cerca di recuperare - e disegnare una mappa completa dei 13 che si sono espressi a favore della mozione di Boscarelli (ma la formazione conta per sicuro sul consigliere comunale più critico con l'operato di Reggi Sandro Miglioli, affiancato da Stefano Quagliaroli, Chicco Bertè, Lorenzo Spagnoli, Marco Iacopini, Antonio Resmini) e degli altri 13 che l'hanno bocciata (anche qui, certa la posizione di Anna Maria Fellegara, dei consiglieri comunali Marco Marippi, Carlo Mazzeo, Edo Piazza che ha rivisto il suo dissenso, Paola Votto, quello provinciale Andrea Cunico, Fabio Polledri e Melchiorre Dadati fondatore della società Rugby Lions). Una decina gli astenuti. Per Reggi anche Carlo Merli e Marco Elefanti, vice-presidente di Enìa, che non hanno votato però.
Il coordinatore Boscarelli (vd. a lato) pensa ora di convocare entro qualche settimana un'altra riunione per chiarire una votazione che oltretutto non gli è parsa corretta a causa di un voto espresso da chi non ne avrebbe avuto diritto. Di certo, la serata ha mostrato un muro contro muro difficilmente sanabile e una consistenza pari delle forze che rende tutto più difficile e più amaro. Sullo sfondo anche le opzioni del movimento di Gianni d'Amo, forse dello Sdi, forze che potrebbero aprirsi a contributi proprio dei "Piacentini".
«Questo movimento civico è arrivato al capolinea - è il commento del capogruppo in consiglio comunale Marippi, da subito per il Reggi-bis - ci sono ormai due liste, una a sostegno di candidato Reggi e del centrosinistra piacentino, fedele al mandato elettorale, l'altra autonoma e indipendente che "dice" di collocarsi nel centrosinistra». Ma che Marippi vede invece come lista di disturbo alla corsa di Reggi. Fondamentale, per il capogruppo consiliare, dar forza da subito ad un secondo mandato, con lo stesso sindaco, situazione che Piacenza non ha mai vissuto ma che è la chiave per garantire il completamento di programmi importanti («Opere come il teleriscaldamento»).
Frattura consumata o sanabile? «Sono preoccupato, il movimento e i Piacentini uniti rischiano una spaccatura difficile da ricomporre» spiega dall'area opposta Chicco Bertè, a favore della mozione Boscarelli, ma che rifiuta una lettura anti-Reggi o fuori dal centrosinistra. «Stimo quanto ha fatto Reggi, ha fatto cose importanti, ha lavorato bene e cambiato volto alla città, ma penso che dovesse agire diversamente nei metodi».
Infine, cosa si rimprovera a Reggi? Secondo i suoi alfieri gli ha nuociuto l'aver lasciato fuori dalla giunta esponenti che contano nei Piacentini Uniti, il non aver "portato a casa" la presidenza della Fondazione e qualche disparità di trattamento verso i suoi. Umori che però starebbero generando, per i fedeli, una posizione «irresponsabile». Comunque sia, i margini di recupero sembrano all'osso, gli sbocchi incerti e le distanze poco colmabili.
Poi c'è chi non ha potuto o voluto votare la famosa mozione. Carlo Merli, presidente dell'Istituto Trasporti Logistica, non si è espresso, la posizione è però chiara: «I Piacentini Uniti vissuti in questa coalizione e con questo sindaco dovrebbero confermare coalizione e sindaco, una scelta naturale, la direzione giusta». Anche Elefanti concorda, ma è dovuto uscire prima del voto arrivato in nottata «non pensavo però che si sarebbe arrivati a votare, due mesi fa lo si fece, e questo comporta dei traumi», ma conferma la contrarietà alla proposta di Boscarelli.
Però è forte, nell'area del coordinatore, il giudizio negativo su partite essenziali, quasi tutte urbanistiche: palazzo uffici, ex Unicem, l'ipotesi a suo tempo di costruire a Ca' degli Ossi come scambio su Acna, la mancata discussione chiesta dalla petizione popolare sul verde peri-urbano, la genericità delle linee di piano strutturale, la mancanza, infine, di un modello di sviluppo chiaro per la città.
Si vedrà chi la vince. C'è ancora un ultimo braccio di ferro all'orizzonte. O forse no, se nel frattempo nascerà la lista civica annunciata per Reggi.

Patrizia Soffientini

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