Domenica 11 Febbraio 2007 - Libertà
La missione assistenziale: dagli anziani alla disabilità
Il profilo degli istituti
Sono quattro le istituzioni piacentine volte al sostegno di fasce deboli che hanno deciso di cimentarsi nel percorso di fusione verso l'azienda unica. Capofila è la Casa di Riposo Vittorio Emanuele di via Campagna che attualmente ospita 230 anziani non autosufficienti (da ristrutturare il reparto per l'autosufficienza). Al "Vittorio" si affianca il Pio ritiro Santa Chiara, per affinità di funzioni, ma con dimensioni assai più ridotte. Questa struttura d'accoglienza è destinata a donne sole in difficoltà, occupa un complesso sullo Stradone Farnese acquisito e ristrutturato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, sono stati terminati da qualche tempo i dieci appartamenti per il trasferimento delle ospiti di Santa Chiara (con dotazione di un centro medico-polifunzionale), bilocali climatizzati, cucine arredate. Un complesso nuovissimo, nel cuore della città e in ambiente radicalmente diverso da quello fatiscente di prima.
La Fondazione Pinazzi Caracciolo, il cui cda è presieduto dal professor Umberto Chiappini, già direttore della Caritas diocesana e oggi nel Cda della Fondazione di Piacenza e Vigevano, porta nel nome l'intitolazione a monsignor Pinazzi e nasce agli inizi del secolo scorso, per accogliere gli scrofolosi, in seguito la sede del palazzo sullo Stradone Farnese che appartiene alla fondazione Pinazzi, dopo una parentesi per ospitare scuole materne, viene destinato nel 1985 ad accogliere i servizi del Ceis La Ricerca che opera su più sedi.
Altra importante realtà piacentina, gli Ospizi Civili di via Scalabrini, una Ipab che dal 1978 ha indirizzato la propria attività istituzionale all'assistenza a persone disabili e a minori extracomunitari senza riferimenti parentali in Italia. Attualmente ospitano 50 persone disabili - si legge nel sito - in strutture residenziali e 12 minori extracomunitari. L'attuale sede di via Scalabrini comprende la chiesa di S. Maria della Pace, con l'annesso convento secentesco. Nel 1998 un radicale intervento di recupero edilizio, ha restituito alla città una sede prestigiosa per le attività assistenziali, rivolta alle persone disabili e un Auditorium per 100persone.