Domenica 11 Febbraio 2007 - Libertà
Folco Quilici tra mare e storia
Le due grandi passioni del regista-scrittore
Ospite all'auditorium della Fondazione della rassegna "Testimoni del Tempo"
Regista, saggista, romanziere, giornalista, fotografo, esploratore, docente universitario? è difficile scegliere una definizione per Folco Quilici, tanto molteplici sono le attività nelle quali questo personaggio - ospite l'altra sera a Piacenza di Testimoni del Tempo - ha operato e opera tuttora, a 77 anni di età magnificamente portati. Piuttosto, dopo l'incontro dell'altra sera, possiamo dire di aver capito come non dobbiamo definirlo: documentarista.
«Odio il documentario per la sua stessa parola - ha detto infatti Quilici spiazzando il folto pubblico venuto ad ascoltarlo all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano -. Il documentario richiama alla mente quegli odiosi filmati che un tempo venivano abbinati ai film nei cinema, per i quali uno che non vedeva l'ora di godersi un bel western, doveva penare 10 minuti sorbendosi un noiosissimo speciale sugli argomenti più disparati e il meno interessanti possibile».
E' di film, dunque, che dobbiamo parlare pensando alle migliaia e migliaia di immagini con le quali sul grande schermo e in televisione dal 1952 a oggi Quilici ha raccontato avventure di cielo e di mare, viaggi, popolazioni, culture, incontri, personaggi, paesi, artisti e ambienti naturali, tra i quali in primo luogo il mare: prima grande passione di questo autore.
«Come dico sempre ai giovani che vogliono avvicinarsi a questa professione - ha detto l'altra sera l'ospite "presentandosi" al pubblico prima di rispondere alle domande che gli hanno rivolto Eugenio Gazzola, curatore di Testimoni del Tempo, e Caterina Caravaggi, collaboratrice di Libertà - la prima cosa da fare per cercare di realizzare un buon lavoro è scegliere un tema. Io scelsi il mare, di cui mi "innamorai" fin da bambino, realizzando, da adulto, che in fondo noi italiani lo abbiamo raccontato troppo poco».
Così - ha spiegato l'ospite - dopo i primi film dedicati al mare e al rapporto che l'Uomo ha con il mare (Sesto continente, Fratello Mare, Tikoyo e il suo pescecane, Oceano, e altri ancora), Quilici è passato a un certo punto a occuparsi della storia, con un salto tra i due argomenti solo all'apparenza privo di collegamento.
«Il mare e la storia - ha detto infatti l'altra sera Quilici - si assomigliano molto nel loro rapporto con noi umani. L'Uomo, anche in età di grandi scoperte come quella che stiamo vivendo oggi, di fronte al mare è una piccola cosa. Allo stesso modo, davanti allo sviluppo della storia noi siamo piccole entità. Non a caso - ha aggiunto il cineasta e scrittore - lo storico Fernand Braudel insegnava che la storia si divide in due grandi "onde": l'onda lunga, fatta dalle grandi civilizzazioni, che va avanti e non la ferma nessuno, e l'onda breve, fatta dei movimenti artistici, culturali e religiosi che si susseguono nei secoli».
Per questo, per poter raccontare attraverso le immagini la storia di mondi e di popolazioni, Quilici a un certo punto ha deciso di lavorare soprattutto con la televisione, la quale all'epoca (negli anni '60 e '70) era molto diversa dal baraccone commerciale di oggi, raccoglieva la collaborazione di grandi studiosi e intellettuali e si prestava moltissimo a sviluppare approfondimenti, cosa che i 90 minuti che si hanno a disposizione con un film, invece, difficilmente permettono di fare.
Il mare e la storia, dunque, sono le due più grandi passioni di Folco Quilici, le quali sono protagoniste anche dell'opera alla quale il celebre cineasta sta lavorando in questi mesi: un libro accompagnato da un dvd (intitolato Mare mare, sarà in libreria a settembre), con il quale per la prima volta il regista e lo scrittore Quilici potrà unire le sue due principali attività, apparentemente diverse ma che in realtà costituiscono per Quilici un'unica forma di esprimersi.
SABATINO LOPEZ