Sabato 10 Febbraio 2007 - Libertà
«I cristiani devono tornare alla politica»
Savino Pezzotta: sono chiamati a lavorare per il bene comune
L'ex segretario nazionale della Cisl ospite dell'Azione Cattolica in Sant'Ilario. Oggi l'Acr sbarca a Pianello
«I cristiani oggi devono tornare ad impegnarsi in politica, sono chiamati a assumere le loro responsabilità e lavorare per il bene comune». Così Savino Pezzotta, presidente della Fondazione per il Sud e Fondazione "Tarantelli", nel suo intervento ieri sera all'Auditorium comunale Sant'Ilario sul tema "Uomini e donne di speranza per una politica del bene comune", ha indicato la strada che i laici devono percorrere impegnandosi nella comunità, nel sociale e nella politica.
Il secondo incontro della Settimana Sociale organizzata dall'Azione Cattolica della Diocesi di Piacenza-Bobbio e l'ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro, ha visto la presenza di Savino Pezzotta, volto noto per il suo impegno nel sindacato (è stato segretario generale della Cisl fino al 2006), che ha approfondito gli ambiti tematici affrontati durante il Convegno Ecclesiale nazionale di Verona.
Ad introdurre Pezzotta, Enrico Corti, responsabile della Pastorale sociale e del lavoro. «È difficile oggi parlare di bene comune - ha detto Corti -. Il bene comune è esito della vita e responsabilità di uomini e donne di speranza. La speranza richiama da un lato all'impegno futuro dei nostri sogni e desideri e dall'altra il futuro possibile, fatto di progetti. Non siamo in un periodo di grandi speranze ed operatività politica. Il futuro è il luogo dei nostri sogni e della nostra progettualità concreta e possibile, ma per i giovani è una minaccia».
«Credo che un cristiano, - ha esordito Pezzotta - pur con i suoi limiti, non possa che porsi nella prospettiva dell'annuncio del Vangelo. Il suo compito principale è questo ed è questa scelta che lo obbliga a fare i conti con la complessità di questi tempi, con tutti i campi della vita e i cambiamenti del mondo».
In un cristianesimo un po' ritualizzato che non stupisce più, in un'economia-mondo dove cresce l'emarginazione, gli anziani, i falsi bisogni, i divari territoriali, le nuove povertà, il cristiano, il laico («in una situazione di pluralismo religioso - ha affermato Pezzotta - laicità significa riconoscere il ruolo sociale della religione») che si impegna in politica deve partire dalla consapevolezza del suo essere Chiesa e deve lavorare per la rinascita di una proposta personalista, della questione antropologica, incentrata sulla persona, che è il primo bene comune. Con la prudenza, la mitezza, la disponibilità a confrontarsi, la tensione alla salvaguardia della libertà e dignità delle persone, nella libertà solidale, deve impegnarsi per affrontare queste questioni, per il bene comune che consiste soprattutto nella tutela dei diritti e dei doveri della persona umana.
«Dobbiamo avere la voglia di mettere in campo una nuova idea di città - ha affermato Pezzotta -, un progetto capace di ridefinire una nuova coscienza civile che significa anche valorizzare la crescita della persona, le forme dell'amicizia, della cooperazione». «L'obiettivo del governare è il bene di tutti - ha concluso. Ma un cristiano non può pensare che il suo impegno in politica, che è servizio, sia più importante del suo impegno della testimonianza del Vangelo, in una fede che deve diventare accompagnamento di chi in politica già lavora».
L'Acr a PianelloIl meeting della pace, intitolato quest'anno "La Bottega della Pace" si terrà oggi in piazza Umberto I a Pianello. A partire dalle 15 i ragazzi dell'Acr apriranno le loro botteghe della pace.
Nadia Plucani