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Sabato 3 Febbraio 2007 - Libertà

La Galleria "Ricci Oddi" batte cassa
Brunetti e Squeri: «O si cambia oppure tanto vale chiuderla»

Il presidente del consiglio di amministrazione della pinacoteca piacentina fa appello a tutta la città per avere nuovi fondi

E' un appello, che rischia di tingersi dei colori di un aut aut, anche se nessuno dei suoi promotori lo vorrebbe: la galleria piacentina di via san Siro ha bisogno di soldi, altrimenti la tanto attesa svolta non ci sarà.
«La Ricci Oddi, in assenza di una robusta iniezione di fondi che consenta la stesura di programmi realmente in grado di attrarre visitatori, rischia di vivere in un perenne stato vegetativo», hanno concordato ieri il presidente del cda della galleria, Carlo Brunetti, e l'assessore alla Cultura Alberto Squeri, corso a dare una mano all'appello con cui la Ricci Oddi, ufficialmente, batte cassa tra i piacentini. Palazzo Mercanti, con Squeri, ha già messo in cantiere un contributo aggiuntivo a quello ordinario, che, inserito nel nuovo documento di bilancio ancora da approvare, dovrebbe consentire secondo i piani l'assunzione di una nuova figura professionale da affiancare al direttore Stefano Fugazza. Un'integrazione che tuttavia - nessuno dei responsabili se lo nasconde - non sposterà l'ago della bilancia necessario a lanciare la galleria su di una ribalta decisamente più scintillante di quella di oggi

«L'amministrazione comunale - ha detto Squeri intervenendo all'incontro nella sede di via san Siro - pur nelle ristrettezze di bilancio, nel 2007 stanzierà risorse aggiuntive, che garantiranno un aiuto minimale ai progetti in cantiere che si vorrebbe far decollare, ma che non risolveranno comunque il nodo della Ricci Oddi». Da Palazzo Mercanti verranno dunque replicati i 150mila euro di stanziamento ordinario, più una quota - di cui ieri non è stato fornito l'importo, e che verrà dalla voce di bilancio dei "contributi alle associazioni" - più le spese gestionali. Ed il "nodo" che come un cappio stringe al collo la galleria d'arte piacentina - ritenuta da diversi esperti una delle maggiori espressioni museali d'Italia per il periodo che va da fine Ottocento a primi del Novecento - è presto detto: l'attuale budget è sufficiente ad una gestione "ordinaria" della struttura, identici esemplari, in altre città d'Italia, marciano con bilanci sensibilmente superiori. Manca però uno scatto, perchè la Ricci Oddi - che nel 2006, di concerto con il Comune, aveva provvidenzialmente rastrellato sponsor dando vita ad un evento come "Un altro Ottocento", capace di totalizzare ben 11mila visitatori - possa diventare, finalmente, grande. «Bisogna prendere atto - la riflessione del presidente Carlo Brunetti - che gli stanziamenti attuali non ci consentono di fare di più. A questo punto, visto anche l'impegno già in campo del Comune, è quanto mai opportuno che tutta la città si faccia avanti per dare una mano alla sua galleria. La mostra 2006, quella de "Un altro Ottocento", in cui grazie anche alle risorse degli sponsor siamo riusciti a mettere insieme numeri da record quanto a visitatori, è la prova che eventi di intrinseco valore funzionano. Per i tempi a venire - si è limitato ad annunciare Brunetti - abbiamo idee e progetti importanti che vogliamo, anzi, vorremmo realizzare, perchè a questo punto occorre capire se la città ha voglia di venirci dietro. I progetti ci sono - avverte nuovamente Brunetti - ciò che manca sono i soldi». E racconta, il presidente Brunetti, di una Ricci Oddi che ha felicemente inaugurato gli incontri domenicali in galleria. Che ha suggellato patti di collaborazione con le scuole, e altre iniziative originali ancora. Ma, forse, non è sufficiente, come montare su una Ferrari il motore di una Cinquecento. «Se vogliamo giocare una partita che sia all'altezza del patrimonio della galleria piacentina deve intervenire una svolta: avremo incontri al riguardo con potenziali sponsor che si sono detti disponibili a darci una mano. Se ciò non sarà - ha detto, senza giri di parole Brunetti - resteremo al livello di metabolismo basale, per uscire dal quale, provocatoriamente, si dovrebbe chiudere». Ancora Squeri, ugualmente pronto a concordare sulla provocazione, aggiungendo: «I due filoni di prossima attività che attendono come una sfida la Ricci Oddi riguardano la collaborazione con altre realtà museali e con privati per realizzare eventi di rilievo come "Un altro Ottocento"». E la seconda sfida, quella del Palazzo della Fondazione, di cui la Ricci Oddi è stata indicata ente gestore.

Simona Segalini

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