Martedì 23 Gennaio 2007 - Libertà
Sos Africa, Tonini incontra Piacenza
Dibattito con il ministro Bersani
Venerdì alle 21 in Fondazione
"Le ragioni del cuore": il sud del mondo di monsignor Tonini nel racconto appassionato del suo mal d'Africa e del suo impegno in Burundi. Il cardinale Ersilio Tonini, venerdì prossimo alle 21, presso la Fondazione di Piacenza e Vigevano, Via Sant'Eufemia 12, incontra Piacenza e presenta il libro-intervista edito dal Touring Club Italiano. Con il cardinale intervengono Pierluigi Bersani, ministro per lo Sviluppo Economico, Guido Venturini, direttore generale del Touring Club Italiano, Pierfranco Rossetti autore di "Le ragioni del cuore. Intervista a Monsignor Tonini". Modera l'incontro il direttore di Libertà, Gaetano Rizzuto. L'ingresso è libero.
Attraverso le parole e i documenti raccolti nel libro-intervista pubblicato dal Touring, il cardinal Tonini racconta la "sua Africa" e lancia una campagna di sensibilizzazione, informazione e raccolta-fondi per i nuovi progetti della Fondazione Pro-Africa. Un viaggio nel cuore della vera Africa, una scossa alle coscienze, un invito all'azione.
Con l'incontro di venerdì il cardinale Tonini lancia, anche da Piacenza, una grande campagna di sensibilizzazione che si propone di toccare il cuore della gente rendendo nota la tragica situazione in cui versa l'Africa, un continente forse non così lontano e indissolubilmente legato alla nostra storia di europei.
Per l'Africa è già Codice Rosso. Il Burundi - terra di cui si è occupato Tonini - è un piccolo paese del centroAfrica situato nella regione dei Grandi Laghi. Le sue etnie principali, la tribù hutu e quella tutsi, da più di un decennio si combattono in una guerra intestina che ha causato la morte di circa trecentomila persone e ne ha costrette alla fuga almeno un milione. I superstiti sono ridotti in condizioni disumane: si cibano di formiche e vivono in campi di raccolta in cui le abitazioni sono fatte di fango e lamiere, e lungo i viottoli scorre il liquame di scarico. Bambini che vivono in condizioni simili si ammalano e muoiono tutti i giorni in Africa, anche se in Europa non se ne parla. Malattie come la malaria mietono ancora vittime. La medicina è praticata dagli stregoni dei villaggi. Nelle foreste si possono trovare popolazioni che vivono allo stato primitivo. Di fronte ad un simile scenario è impossibile rimanere inerti.
«L'Africa non è lontana da noi - dice Piefranco Rossetti che ha intervistato il cardianale Tonini - e ha bisogno d'aiuto: un intervento concreto, strutturato, che non si limiti soltanto all'invio di denaro. Senza una presenza constante sul posto non si otterranno mai risultati duraturi. Non è sufficiente infatti dotare quella gente dei mezzi, bisogna anche insegnar loro ad utilizzarli». L'Europa politica in più occasioni ha ribadito il suo impegno nei confronti dell'emergenza Africa, ma ancora troppo poco è stato fatto. D'altro canto in Italia e in altri stati europei sono sorte alcune ONG i cui volontari sono attivi sul suolo africano. Si tratta soprattutto di medici che periodicamente si recano nei paesi più bisognosi per prestare soccorso, compiere interventi chirurgici e, in definitiva, salvare vite umane.
red. cu.