Venerdì 26 Gennaio 2007 - Libertà
Marco Carini:«Hospice?Ancora
un passo per partire»
Il progetto più votato dai membri del comitato strategico è l'hospice, la casa umanizzata per malati terminali. Antico sogno della Piacenza solidale, nel limbo da una decina d'anni. Forse ora, pronto a spiccare quel salto che non è mai riuscito. L'idea vincente è firmata da Lega Coop e il suo presidente, Marco Carini, non nasconde la soddisfazione. «E' un grande giorno» dice e le attenzioni all'hospice, all'università e all'ambiente autorizzano all'ottimismo, a vedere il bicchiere mezzo pieno.
Ma cosa manca per il famoso salto? Il progetto per una quindicina di posti prevede la realizzazione di un immobile alla Madonnina, su terreno del Comune, stando alla bozza di convenzione sottoposta alla nascente fondazione per l'hospice. La Lega Coop realizzerebbe l'opera, la gestione si avvarrebbe di forze del volontariato, della cooperazione, dell'Ausl, del sostegno di Provincia, Curia, Caritas e Camera di Commercio, e dei contributi in solido della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Confindustria, Lega per la Lotta contro i tumori. A Carini abbiamo chiesto a che punto è questo percorso. Ci sono ostacoli?
«Non credo. La Lega Coop si è fatta interprete della sensibilità dei cittadini costruendo un percorso di socializzazione intorno a questo tema. Lo scatto finale è lì per venire, non vedo grandi ostacoli. L'ultimo passo pratico riguarda la fattibilità economico finanziaria, un conto economico e un piano di investimenti calibrato sul progetto vero».
Il valore è anche culturale, l'accezione nuova del senso di cura, del farsi carico, ridando dignità agli ultimi giorni di vita di un paziente.
Le risorse? Ci sono. «Il Comune metterebbe a disposizione un'area, Lega Cooperative è in grado di finanziare l'intera opera, e avviare un percorso di gestione condiviso che chiami a raccolta tutte le forze che vogliono concorrere, passando per l'impresa sociale e attivando i grandi collettori di sensibilità del volontariato». Si parla però di uno sbilancio considerevole. «Non pensiamo sia questo il problema su un progetto che non ha colori, distinzioni o barriere. Mi rifiuto di pensare che questo territorio non trovi capacità di coagulare le risorse necessarie, anche se la fattibilità economica definitiva dobbiamo calarla in un progetto reale, verificando l'economia di scala. Abbiamo messo in comparazione tutti i modelli di gestione degli hospice di Italia, verificato tutti i punti di forza e criticità e sappiamo con certezza matematica quali sono le condizioni del peggior disagio possibile». E comunque si punterà a ridurre al minimo il disavanzo: «Non voglio pensare che enti locali non possano assumere un ruolo determinato anche sul disavanzo di questa gestione».
(p.s.)